Maturità 2013: "La ricerca scommette sul cervello" , svolgimento del saggio breve

Dopo la pubblicazione delle tracce, ecco arrivare a tempo record anche le soluzioni ai temi che i maturandi italiani stanno affrontando in queste ore nelle aule di migliaia di scuole. Di seguito le fonti principali, sia qui su Blogo sia sui siti rivolti agli studenti.

Maturità 2013: La ricerca scommette sul cervello, svolgimento di Arianna Galati


    Ecco il saggio breve scientifico della prima prova della maturità 2013, nello svolgimento di Arianna Galati, autrice di Blogo.

Il cervello, la macchina più complessa e tuttora più indagata del corpo umano, è al centro delle ricerche scientifiche da molto tempo: storicamente si inserisce in un quadro di indagine che vede nel Diciannovesimo secolo, con le scoperte mediche più rilevanti e basilari, gli albori della medicina moderna, grazie all'invenzione della diagnostica per immagini, all'importanza dell'operare in ambiente asettico e l'impostazione della medicina verso il concetto di prevenzione, che aiutava nell'evitare la diffusione di malattie. Il modello odierno di ricerca scientifica in ambito medico parte proprio dagli antenati storici per poi svilupparsi definitivamente, così come lo conosciamo oggi, dopo il secondo conflitto mondiale: il ruolo chiave di finanziatore economico e sostenitore della ricerca scientifica spetta allo Stato, che attualmente si avvale anche della collaborazione di enti privati e associazioni di pazienti afflitti da patologie similari che si uniscono per la ricerca di fondi.

Nell'ambito della ricerca sul cervello, gli ultimi programmi scientifici sono portati avanti dall'Europa e dagli Stati Uniti e rispondono ad una linea di indagine teorica che vede nella risoluzione e nelle cure delle malattie neurologiche e neurodegenerative la chiave per un miglioramento della condizione di salute generale della popolazione. La teoria è supportata da tre principali filoni, che uniscono la tenacia della psicologia sperimentale, che mette alla prova il cervello con domande che ne studiano la complessità soggettiva, alla neurobiologia, che indaga sul sistema nervoso e sulle trasmissioni di impulsi in modo fisico, con la nuovissima tecnica del neuroimaging (in italiano neuro-immagini), la più recente, che ha dato il vero scossone: consiste nella visualizzazione dell'attività cerebrale tramite la tomografia ad emissione di positroni (PET) mentre un soggetto è impegnato in qualunque attività.

Queste tre linee animano la ricerca scientifica sul cervello in corso sulle due diverse sponde dell'Atlantico. Da un lato ci sono gli Stati Uniti, che con il presidente Barack Obama come testimonial porta avanti il progetto Brain: 100 milioni di dollari di fondi per trovare una soluzione a tutte quelle patologie neurodegenrative come Alzheimer e malattie neurologiche come l'epilessia attraverso l'utilizzo delle neuroimmagini, che consentono di fotografare il cervello per analizzare a fondo l'attività delle cellule cerebrali. Lo scopo della Brain Research Through Advancing Innovative Neurotechnology è riaffermare la leadership degli Stati Uniti sulla ricerca cerebrale del XXI secolo, ma di certo l'Europa non sta a guardare i colleghi: per la cura delle malattie neurologiche, la Commissione Europea finanzierà con 54 milioni di euro per 30 mesi lo Human Brain Project, un programma di complessivi 10 anni con un costo totale di 1, 19 miliardi di euro atto a raccogliere in un supercomputer tutte le conoscenze scientifiche umane sul cervello per metterle in condivisione in modo da poter curare con più approcci tutte le patologie neurologiche e neurodegenerative. L'obiettivo è quello di costruire una macchina che simuli l'intera attività del cervello umano, un clone hi-tech o come lo hanno definito "Il Cern del cervello": un'idea estremamente democratica e open source che potrebbe ridefinire anche il ruolo stesso degli scienziati che studiano l'oscurità complessa della materia cerebrale.

Arianna Galati

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