Endometriosi, la malattia che discrimina e penalizza le donne

In un convegno svoltosi oggi a Roma, organizzato dalla FIE, si è discusso del senso di solitudine che colpisce le donne affette da endometriosi, una malattia progressiva che interessa oltre 150 milioni di donne nel mondo, riducendone la qualità della vita e delle relazioni sociali, affettive e lavorative.

L'endometriosi è originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell'utero in altri organi del basso ventre: ciò comporta l''irritazione dei tessuti circostanti con conseguenti dolori invalidanti, difficoltà di rapporti sessuali, stanchezza fisica e persino sterilità.

Ad oggi le donne affette da tale patologia sono fortemente discriminate sul luogo di lavoro, in quanto costrette a periodiche assenze con notevoli costi economici e sociali per loro stesse e per la collettività. La difficoltà di effettuare la diagnosi ed il fatto che i sintomi siano legati alla loro vita privata, aggrava il senso di emarginazione sentita da chi è affetto da tale patologia, ed il senso di inferiorità a causa dell'impossibilità di condurre una normale vita personale e lavorativa.

L'endometriosi, però, è una vera e propria malattia sociale, le cui cause vanno soprattutto ricondotte all’inquinamento chimico-ambientale, e per la quale ogni anno vengono spesi circa 128 milioni di euro per i farmaci. Per questo motivo si sta cercando di promuoverne la conoscenza tra le donne, i medici, le istituzioni e l'opinione pubblica in generale.

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