Senza zuccheri si mangia di più. Colpa del cervello

Cervello e zuccheri

Avete presente quella sensazione di debolezza che nell'esperienza popolare definiamo calo di zuccheri? Avete presente quando vi sentite così deboli per non aver mangiato che sareste disposti ad ingurgitare qualunque cosa? Ecco, in quella situazione si verifica una specie di tilt del cervello, che, in assenza di zuccheri, ci trasmette un desiderio incontenibile di cibo.

Uno studio condotto da Rajita Sinha della Yale University (pubblicato sul Journal of Clinical Investigation) dimostra che nutrire il cervello - e quindi il corpo - con un livello adeguato di glucosio può aiutare a mantenere la linea. Naturalmente, questo non significa che ci si possa - o si debba - nutrirsi sconsideratamente di tutto ciò che è zuccherato.

Significa, piuttosto, che tagliare i carboidrati ad ogni costo - come vorrebbero le diete iperproteiche - serve a poco o nulla sul lungo periodo. E' meglio, invece, introdurre nell'organismo i carboidrati "buoni" contenuti in frutta e verdura, ma anche nel riso e nella pasta, nelle noci, nel pane integrale e nei piselli, per esempio (mentre i carboidrati "cattivi" sono quelli del pane bianco, dello zucchero bianco, dei biscotti e degli snack dolci in generale, delle bibite zuccherate, dei gelati).

Il professor Sinha ha commentato così i risultati dello studio.

La chiave sembra proprio mangiare cibi salutari che mantengano il giusto livello di glucosio. Il cervello ha bisogno del suo cibo

Altrimenti ci costringerà, prima o poi, a mangiare troppo. Nel cervello, infatti, la carenza di zuccheri attiva l'ipotalamo, che controlla l'appetito, e riduce la corteccia prefrontale (area dell'autocontrollo). Contemporaneamente si attivano i centri del piacere che generano il desiderio di cibo. Inutile, quindi, saltare i pasti o costringersi a regimi alimentari che tagliano del tutto i carboidrati. Prima o poi la cosa si pagherà.

[Via | Press Association]

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