Per il Ministro Fazio, internet è come una droga

Internet come una droga

Secondo il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, c'è una minaccia alla nostra salute che viene direttamente dalla rete. Ma le cose non stanno proprio così, e si può continuare a navigare tranquilli.

Fazio dichiara che

l'internet addiction, che comprende un'ampia varietà di comportamenti, è considerata un disturbo da di controllo degli impulsi, comparabile al gioco d'azzardo patologico [...] possibile ricorrere, in tutto il territorio nazionale, a strutture socio-riabilitative che assicurano la disponibilità dei trattamenti relativi alla cura dei disturbi mentali ed incentivano programmi riabilitativi che costituiscono un piano d'azione efficace e completo contro le dipendenze.

Ora, qui su BenessereBlog di tanto in tanto abbiamo parlato di comportamenti compulsivi che possono riguardare l'uso di internet. Per esempio, il controllare ossessivamente il proprio palmare. O ancora, una forma di narcisismo che può essere esaltata dall'uso di Facebook.
Ma con un distinguo ben preciso: non si può paragonare internet a una sostanza stupefacente. Se mai si può considerare il fatto che determinate patologie già presenti nella vita di tutti i giorni al di fuori della rete, possono trovare declinazioni analoghe in comportamenti compulsivi online. Sembra una questione di lana caprina, ma è evidente che non sia così. Ed è interessante il contrappunto di Massimo Mantellini su Punto informatico.

Mantellini inizia così:

C'è da restare attoniti ad ascoltare il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio che nei giorni scorsi, rispondendo alla interrogazione di un senatore del PDL, ha detto che il governo sta pensando ad un intervento straordinario, compreso nel piano sanitario 2011-2013, per arginare la sovraesposizione da Internet. Una forma che, in casi di abuso - afferma Fazio - porta a "sentimenti compulsivi isolamento sociale, dipendenza patologica, perdita di contatti reali e sentimenti di onnipotenza."

e chiosa, dopo aver commentato certe teorie catastrofiste a proposito dell'eccessivo uso della rete:

tali previsioni di ampio, possibile contagio e una simile saggistica millenaristica, sono in grado di far danni fino ai più alti livelli e di trovare riscontri perfino nelle parole del Ministro della Salute di un Paese che non ha un soldo per garantire le cure primarie ai suoi cittadini, ma che poi si permette il lusso di usare a fini di marketing politico la demonizzazione della Rete nelle sue varie forme, che è in Italia sport variamente praticato a tutti i livelli da oltre un decennio. Tranne poi legalizzare il gioco d'azzardo online senza provare per questo il minimo sentimento di straniamento.

Personalmente mi sento di avvalorare la tesi di Mantellini. Navigate pure tranquilli, con le dovute precauzioni. Le stesse - adattate al mezzo - che adottate nella vita reale.

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