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Facebook e i social network fanno bene o fa male? Si socializza e si diventa narcisisti

Pubblicato: 08 ago 2011 da Alberto

Commenti dei lettori

Facebook fa bene o fa male?

Clicca su “mi piace”. Siamo diventati amici-su-Facebook. Sei anche su Twitter? Hai visto come mi ha commentato? Sono ormai frasi cui ci siamo abituati: ragazzi e adulti vivono nella loro quotidianità anche le attività sui social network. Conoscono persone, si relazionano ad esse, usano Facebook come vetrina, spesso anche per conoscere potenziali partner. A volte in maniera compulsiva. L’impatto sociale che avrà tutto ciò si verificherà solamente fra qualche anno. Nel frattempo però, in U.S.A., dove il social networking è nato e si è sviluppato nelle sue forme più spinte, si interrogano sulle conseguenze a breve termine. In particolare fra i giovani, che sono definiti la iGeneration, o anche i digital natives. Al punto che ne disserta persino l’American Psychological Association e ne parlano davvero tutti.

Secondo Larry D. Rosen, professore di psicologia presso la California State University

Se nessuno può negare che Facebook abbia alterato il panorama delle interazioni sociali, particolarmente fra i giovani, stiamo cominciando a vedere, attraverso ricerche psicologiche, i lati positivi e quelli negativi.

Perché ovviamente ci sono entrambi, sarebbe ingenuo pensare diversamente. Per esempio, sono effettivamente un ottimo metodo di socializzazione per i giovani con la cosiddetta empatia virtuale.

E’ come se i social network fossero delle rotelle di sicurezza per la vita in parecchi modi diversi: insegnano come esprimere empatia e mostrano come rispondono gli altri. Insegnano a sviluppare il proprio “senso del sé”, il “chi sono io. Si mettono cose sulla bacheca di Facebook, poi ci si siede e si osservano i commenti che si ricevono. Insomma, è come un posto dove si può crescere e svilupparsi.

Ma i lati negativi sono in agguato. In America, i giovani (fino al college) guardano Facebook almeno una volta in una pausa da 15 minuti. Questo peggiora le loro prestazioni da studente. Non solo: visto che il “focus” di Facebook è continuamente rivolto verso noi stessi e verso ciò che gli altri dicono di noi, accade che moltissimi utenti - soprattutto i più giovani - mostrino una spiccata tendenza al narcisismo. Un uso eccessivo, inoltre, può portare all’ansia e alla depressione. Inoltre, si presta poca attenzione all’altro, si fa tutto con leggerezza.

Tutto ciò che si fa su un social network si fa dietro al paravento di uno schermo. Non si pone attenzione. Ma ci sono persone vere dall’altra parte del cyberspazio e le nostre parole possono avere conseguenze su quelle persone.

Per tutti questi motivi, in America fioriscono i consigli e le “guide” per i genitori in particolare.

Intanto bisogna evitare di controllare i figli con programmi specifici, perché si rischia di perdere la loro fiducia e poi perché troveranno in pochi secondi, proprio grazie ai social network e al web, come evitare il parental control.
Piuttosto, spiega ancora Rosen

Se stabilite un rapporto di sincerità con i figli, parlano con loro dell’uso della tecnologia e di quel che fanno, allora parleranno con voi quando ci sarà qualcosa che li fa stare male.

Dr. Bryan Vartabedian, assistant professor of pediatrics at Baylor College of Medicine in Houston, Texas and attending physician at Texas Children’s Hospital, writes often about social media.

Anche il dottor Bryan Vartabedian (Baylor College of Medicine a Huston, assistente in pediatria) scrive spesso di social media:

Come genitori, la cosa migliore da fare per i figli è fornire loro solidi esempi su come bilanciare la nostra vita personale e quella virtuale. Penso che questa tecnologia rimarrà nel futuro: non andrà da nessuna parte, ma la relazione che abbiamo con questa tecnologia è qualcosa che possiamo influenzare. Come genitori abbiamo una responsabilità: quella di discutere in maniera serena che cosa ci sembra appropriato, sia esso offline o online

Ma a questo punto è necessaria una provocazione: se i genitori possono aiutare i figli ad avere a che fare con Facebook, chi aiuterà i genitori?

[Via | CNN e altre fonti americane]
[Foto | Via Flickr]

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • dr Daniele Pauletto

    08 ago 2011 - 11:34 - #1
    0 punti
    Up Down

    Sindrome Internet/Facebook ???
    vorrei replicare all’articolo di oggi Malati di Facebook
    e di Internet dipendenza

    Facebook è un prezioso strumento di comunicazione e “socializzazione”
    per i giovani ( nativi digitali) non capito ne accettato dagli adulti (immigrati digitali) ne da alcuni psichiatri/psicologi
    la società si sta digitalizzando velocemente così come la comunicazione e gli strumenti di comunicazione,
    Le patologie ossessive e compulsive, le sindromi associate, le “dipendenze”
    si manifestano spesso con abusi nell’uso di mezzi,sostanze,comportamen​ti
    con un’incidenza dal 1-2% della popolazione con possibili polarizzazioni su un mezzo/sostanza ( giochi,radio,giochi d’azzardo,videogioco,tv,in​ternet …) e rituali anacastici …

    In tutto ciò Internet / Facebook centrano ben poco e possiamo tranquillamente utilizzarli , con dispiacere degli immigrati digitali o di qualche apocalittico.

    Dr. Daniele Pauletto
    http://danielepauletto.blo​gspot.com/

  • theabbc

    08 ago 2011 - 22:57 - #2
    0 punti
    Up Down

    20 anni fa le persone erano più sveglie e meno idiote.