Impariamo dalle scimmie a dormire meglio

monkeyNon serve a niente contare le pecore, ma potrebbero tornare più utili le scimmie. Oppure i leoni, secondo la preferenza che più s’accorda ai vostri gusti o al vostro carattere. Per imparare a dormire meglio, senza le fastidiose difficoltà che incontriamo al momento di addormentarci, dobbiamo prendere ad esempio i rumori della foresta. Lo stabilisce una ricerca inglese che ha spiegato come i rumori, certi rumori, più del silenzio possono aiutarci a scivolare dolcemente nel sonno.

I rumori che ci accompagnano non devono essere troppo stimolanti perché in questo caso ci terrebbero svegli, ma neanche troppo ripetitivi, o resterebbero sullo sfondo senza distoglierci dai pensieri che ci affollano la testa, spesso legati a quel che è successo durante il giorno oppure a quel che succederà il giorno dopo. Le onde del mare oppure i suoni della foresta, tra uccelli cinguettanti e scimmie giocherellone, sembrano essere i più produttivi.

Sono infatti abbastanza ripetitivi ma con qualche variazione nel loro ritmo cadenzato che ci aiuta a distrarci dai pensieri e ad accompagnarci nella prima fase di riposo, rilassandoci. Personalmente non so quanto riuscirei a sopportare le scimmie, che generalmente non mi ispirano particolare simpatia. Voi quale suono potreste trovare gradevole, che copra il fastidioso traffico sotto casa o quello snervante ticchettio dell’orologio?

Via | Msnbc

Foto | Flickr

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