La competizione in eccesso ci fa male

trophyGli eccessi fanno sempre danni, lo sappiamo, che si parli di tavola o di sport. Anche dal punto di vista psicologico non c’è da stare sicuri quando si tende ad esagerare. La competizione, per esempio, quando portata all’eccesso ci fa male anziché bene. A livelli normali, infatti, può aiutarci a migliorare il nostro rendimento e a darci uno stimolo in più per andare avanti superando i nostri limiti. A livelli eccessivi invece comporta solo guai.

Si cade facilmente infatti nelle insidiose reti del sovrallenamento, che provoca ripercussioni anche serie del nostro organismo sottoposto ad uno sforzo eccessivo rispetto alle proprie capacità reali e potenziali. Il corpo inoltre non dispone del tempo necessario per il recupero tra una sessione di allenamento e l’altra e si incorre in un senso di fatica cronica difficile da scrollarsi di dosso. Anche il sistema immunitario finisce per risentirne a lungo andare e saremo più esposti anche ai più piccoli malanni.

A livello psicologico, poi, un po’ di competizione è sana e funge da stimolo, come dicevamo, ma a livelli esagerati ci induce a pretendere sempre di più da noi stessi con un carico di stress di cui siamo certi di non avere alcun bisogno, avendone già in abbondanza da altri aspetti della nostra vita, come il lavoro. Sarà il caso di domandarsi dunque se non si sia troppo competitivi, aggiustando o almeno provandoci questo lato del proprio carattere in nome del proprio benessere.

Via | Vitonica

Foto | Flickr

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