Morsi di vipera: rischi e rimedi

vipera

Quando ero piccola, con i miei genitori avevo l'abitudine di passare spesso le vacanze in campagna. In estate, camminando nei boschi, mia madre voleva sempre che ci coprissimo tutti il capo con un cappello o con un foulard, e non solo per ripararci dal sole. Il motivo - diceva lei - è che in quel periodo si schiudevano le uova che le vipere depositano a volte anche sugli alberi, e mamma vipera, per non essere morsa dai viperotti, aveva l'abitudine di buttarli fuori dal nido. Di conseguenza potevano caderci inaspettatamente sulla testa.

Non so ancora quanto della storia dei viperotti corrisponda alla realtà, resta il fatto comunque che i piccoli davvero quando nascono possiedono già ghiandole velenifere, e che varie volte mi è capitato di vedere questi rettili nei boschi. Qualche informazione in più su come affrontare un potenziale morso di serpente quindi non può far male.

Pare che i serpenti velenosi italiani appartengano tutti bene o male alla famiglia delle vipere e che si distinguano dai tipi inoffensivi per la loro testa a forma triangolare. Ci sono quattro specie che popolano la nostra penisola: la vipera aspis, la vipera ursinii, la vipera berus e la vipera ammodytes. In genere le loro dimensioni variano dai 50 ai 100 cm ed in alcuni casi superano i 20 anni di vita.

Questi rettili di solito hanno paura dell'essere umano ma ci sono delle specie - come l'aspide - famose per il loro carattere irascibile. E quando vengono spaventati o attaccati, questi serpenti spiccano salti altissimi dei balzi mordendo tutto quello che possono - non per niente esiste l'espressione essere cattiva come una vipera.

Per non correre rischi nei boschi o in campagna quindi bisogna portare calzoni lunghi e scarpe alte, cercando di evitare di andare a disturbare cataste di legna o mucchi di sassi. Per allontanare i serpenti mentre si cammina invece si dovrebbe passeggiare con un bastone, battendolo per terra in maniera decisa ad ogni passo. Questo serve a far scappare via eventuali vipere perchè, in quanto sorde, possono solo percepire le vibrazioni. Bisogna inoltre controllare sempre prima di sedersi per terra e non lasciare in giro oggetti come scarpe e cestini in quanto i rettili potrebbero sceglierli come posto ideale per schiacciare un pisolino.

Il veleno della vipera può risultare mortale solo in casi rari e i bambini e gli anziani sono i più a rischio. I cani dei cacciatori invece pare che siano molto più soggetti degli esseri umani a questo tipo di incidenti in quanto, incuriositi dal serpente, spesso si avvicinano troppo rimediando una morsicata sul muso. In tutti i casi, ci sono diversi fattori che influiscono sulla pericolosità del morso, come la dimensione del rettile, il tempo trascorso e la temperatura ambientale. Se la vipera si è appena sfogata su di un'altra preda inoltre le sue ghiandole velenifere sono vuote ed il suo morso risulta innocuo.

Anche se nei film e nei giornalini Tex si vede sempre che la vittima prima incide la ferita, poi succhia il sangue e lo sputa, questa è una pratica altamente sconsigliata nel mondo reale, si potrebbe infatti per sbaglio danneggiare irrimediabilmente qualcosa col coltello o mandare giù del veleno. Anche la somministrazione del siero va fatta sotto supervisione medica in quanto si potrebbe verificare uno shock anafilattico.

Si deve però sempre tener conto del fatto che se una persona è stata morsicata da un serpente, probabilmente non si trova in città con un ospedale nelle vicinanze, ma in un'area remota dove non è possibile essere raggiunti dai soccorsi in tempi brevi. E l'unica cosa che può aiutare è il rimanere immobili stringendo un laccio in prossimità del morso in modo da limitare il flusso del sangue.

In Australia - dove sicuramente ci sono più problemi con i rettili che in Italia - dei ricercatori hanno invece trovato un'ulteriore soluzione al problema. Dirk van Helden, della University of Newcastle (New South Wales) ha infatti scoperto che spruzzare del monossido di azoto sul morso di un serpente velenoso rallenta la funzione delle ghiandole linfatiche, ritardando l'entrata delle molecole tossiche nel flusso sanguigno.

E non è roba da poco, anche nel caso di serpenti velenosissimi infatti l'uso dello spray ha incrementato le probabilità di sopravvivenza del 50% perchè, rallentando la messa in circolo del veleno, concede più tempo ai soccorsi per raggiungere la vittima. Inoltre, questo nuovo metodo di pronto soccorso diventa molto utile quando il morso si trova sulla testa o sul torso - dove risulta più difficile isolare la zona infetta.

Via | Corriere | The Independent

Foto | Flickr

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