Sport estremi: BASE jumping

Le sue origini risalgono addirittura ai primi anni del Novecento con i primi esperimenti dalla statua della Libertà, ma è solo negli ultimi decenni, dopo l’invenzione della tuta alare che ne ha aumentato la sicurezza, che il BASE jumping ha trovato maggiore diffusione tra chi ama gli sport estremi e ha il fegato di lanciarsi nel vuoto da grandi altezze per atterrare poi con un paracadute da aprire al momento giusto. Il suo nome, che è un acronimo, è stato coniato da Carl Boenish nel 1978 quando filmò i primi salti in California.

Le lettere del nome si riferiscono alle quattro tipologie di salto, legate essenzialmente alle costruzioni dalla cima delle quali buttarsi sprezzanti del pericolo ma con l’adeguata preparazione tecnica richiesta. B sta per buildings, edifici; A sta per antenne; S sta per span, cioè ponti; E sta per earth e si riferisce a tutte le formazioni naturali a strapiombo che consentono un lancio, come rocce, precipizi e promontori sporgenti. Lo scopo? Un’overdose di adrenalina, anche perché il paracadute deve essere aperto, per godersi al meglio il lancio, il più possibile vicino al suolo. Quanto basta per non spiaccicarsi.

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