I tipi di cibo che contengono naturalmente veleno

poisonIn quanti libri di Agatha Christie si scopriva che il personaggio era stato avvelenato con il cianuro per via del forte odore di mandorle amare? Non è un'invenzione letteraria: le mandorle hanno davvero una percentuale di questo veleno, e ci sono altri tipi insospettabili di cibo che a causa delle sostanze tossiche naturalmente contenute, dovrebbero essere consumati con moderazione o evitati del tutto.

Le patate rientrano nella lista dei cibi tossici perchè potrebbero potenzialmente uccidere per via della solanina contenuta nelle foglie e nei germogli. La patata infatti usa questo alcaloide glicosidico come difesa naturale in quanto pesticida e funghicida. Avrete notato che le patate invecchiando diventano verdi: è una conseguenza dell'accumulo di solanina quindi è meglio evitare di mangiarle se hanno iniziato a prendere questo colore.

Con il consumo di 200mg di solanina l'uomo infatti può iniziare ad accusare sintomi di avvelenamento - come allucinazioni, ipotermia, nausea - e sviluppare problemi neurologici. Cosiderando che in una patata giovane la quantità di solanina equivale, a 8-13 mg, mangiando patate più vecchie non è difficile raggiungere un livello di tossicità piuttosto alto.

Anche gli anacardi possono risultare pericolosi se consumati in grandi quantità in quanto contengono una percentuale di urusciolo, lo stesso veleno dell'edera. Le pianta dell'anacardio, così come quella del pistacchio e del mango, produce infatti dei composti fenolici - gli uruscioli - che causano gravi dermatiti.

Le foglie del rabarbaro invece sono molto pericolose per via dell'acido ossalico contenuto. Questa sostanza è molto pericolosa per l'essere umano perchè inibisce l’utilizzazione del calcio da parte del corpo.

L'albume d'uovo non dovrebbe mai essere consumato crudo perchè contiene delle sostanze che bloccano l'assimilazione di proteine. Lo stesso discorso vale per i fagioli di Lima, che a causa dei glucosidi cianogenici contenuti (come la linamarina) vanno sempre cucinati bene prima di essere mangiati.

I fagioli rossi invece - quelli che si usano per fare il chilli con carne, per intenderci - così come i cannellini, sono zeppi di fito-emoagglutinina, una tossina che causa gravi danni a livello cellulare. Basta ingerire pochi fagioli crudi per iniziare ad accusare i primi sintomi di avvelenamento: bisogna quindi assicurarsi che questi legumi siano stati prima messi a bagno per almeno cinque ore e, dopo aver buttato via l'acqua, cucinati ad una temperatura di almeno 100 gradi.

Ritornando al discorso cianuro - anche conosciuto come acido prussico - ci sono altri frutti, oltre alle mandorle, che contengono questo veleno nei loro semi: le ciliege, le mele, le albicocche e le pesche. Basta anche solo un graffietto ed il seme inizia a sprigionare tossine, bisogna quindi stare molto attenti a non danneggiarlo quando si sta mangiando il frutto.

Via | io9 | iDoctors

Foto | Flickr

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