Il consumismo: esigenza umana o malattia mentale?

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Il Worldwatch Institute ogni anno pubblica un resoconto che analizza il livello globale di sostenibilità della società e che cerca di trovare soluzioni innovative ed ecologiche ai problemi che affliggono il pianeta. Gli argomenti trattati includono la scarsa disponibilità di cibo in alcuni paesi, lo sviluppo urbano, i cambiamenti climatici, la sicurezza globale, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e le innovazioni nel settore dell'agricultura.

La causa di tutti i mali pare essere principalmente il consumismo ed il fatto che se anche tutta la popolazione raggiungesse quello che è oggi considerato un livello normale di consumo, semplicemente non ci sarebbero abbastanza risorse sul pianeta per soddisfare tutti. L'essere umano infatti utilizza e spreca troppe risorse: per cambiare il nostro destino, sempre più indirizzato verso l'auto-distruzione, bisognerebbe quindi resettare gli standard a cui ci siamo abituati.

Un documentario intitolato Consumed: Inside the Belly of the Beast affronta il problema del consumismo analizzando come sia diventato la forza motrice della società moderna. Parlando con psicologi, designers, ecologisti ed esperti di sostenibilità il regista Richard Heap in particolare cerca di capire le ragioni che ci spingono a consumare così tanto e a lavorare così duramente per poterlo fare.

La conclusione a cui il documentario arriva è che il consumismo è una malattia mentale collettiva. L'uomo moderno pare sia afflitto da una psicosi che lo spinge a trasformare il naturale utilizzo umano delle risorse in un processo estremamente tossico e distruttivo. Una delle soluzioni proposte è di promuovere maggiormente una mentalità basata sullo scambio e la condivisione, dove si cercherebbe di moderare il desiderio di avere continuamente una versione migliorata di quello che già si possiede.

Via | Treehugger

Foto | Flickr

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