Germogli di soia: altra vittima della fobia da batterio killer

I germogli di soia non sono responsabili della diffusione del batterio killer
24 ore da incubo per i consumatori abituali di germogli di soia. Dopo che i famosi cetrioli provenienti dalla Spagna erano stati scagionati nella serata di ieri si sono diffuse notizie che buttavano la croce sui germogli di soia commercializzati da una specifica azienda tedesca. Sarebbero stati loro i responsabili della diffusione del ceppo cattivo (0104:H4) dell'Escherichia coli nella zona di Amburgo, in Germania.

La notizia ha fatto il giro del mondo ancor prima che fossero effettuati i test rivelatisi poi tutti negativi. Insomma, la fonte del focolaio di diffusione del batterio killer non sono i germogli di soia o i prodotti derivati da questi come il tofu o il seitan, alimenti fondamentali in ogni dieta vegetariana. Il rischio, nell'isteria per un focolaio d'infezione tutto sommato ancora limitato ad una specifica zona della Germania, è che a turno una serie di verdure vengano indicate come responsabili creando enormi danni all'agricoltura. Nel frattempo niente panico, basta continuare a seguire le solite regole per difendersi dal batterio killer.

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