L'obesità può essere contagiosa

child obesityQuanto sia dilagante lo sappiamo, ma addirittura contagiosa? L’obesità però pare si possa trasmettere e ciò dipende secondo gli esperti dalla nostra ineluttabile natura di animali sociali. Viviamo con gli altri, ne siamo influenzati a livello emozionale ma anche fisico. Le nostre relazioni con i nostri simili e le influenze ambientali determinano – ed ecco il punto nodale – le nostre abitudini e di conseguenza, anzi forse soprattutto, quelle cattive.

Non si tratta più qui dunque di componente genetica che determina la tendenza all’obesità di membri appartenenti alla stessa famiglia, ma di mera azione sociale, che esercita una pressione di cui spesso restiamo inconsapevoli ma che agisce a livello profondo.

Lo sostiene uno studio pubblicato su una rivista scientifica americana dopo uno studio su ben 12000 soggetti in un arco temporale vastissimo, dal 1971 al 2033. Il rischio di obesità di un individuo aumenta fino al 60% quando un amico vicino a lui diventa obeso. Questo effetto è stato riscontrato soprattutto in casi di amici dello stesso sesso e che naturalmente frequentano i medesimi ambienti. La relazione tra amicizia e obesità dunque diventa preoccupante. Secondo gli studiosi viene a mancare l’incentivo a mantenersi attivi e a seguire un programma di attività fisica che consenta di mantenersi in forma.

A partire da queste riflessioni gli studiosi si sono domandati se l’isolamento da certe amicizie o l’instaurazione di amicizie “sane”, anche attraverso l’uso della rete Internet e dei social network, non possa favorire un percorso inverso, intervenendo sui meccanismi di controllo del sovrappeso. In realtà pare che la rete abbia la sua parte di responsabilità nell’aumento percentuale del rischio obesità, specialmente tra i giovani, sempre meno interessati alle attività all’aria aperta perché è facile trovare tutto dentro il proprio pc senza alzarsi dalla sedia.

Via | ELMundo

Foto | Flickr

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