Il sole brucia anche con il freddo e la neve

Il sole brucia anche con il freddo C'è chi pensa che d'inverno il sole bruci di meno. Ma non è così. Proprio per questo, quando si è in procinto di fare le valigie per partire per la settimana bianca non bisogna dimenticare la crema solare a casa.

In effetti anche nella stagione invernale le radiazioni ultraviolette provocano danni alla pelle, soprattutto quando ci si avvicina a metà giornata, il cielo è chiaro e l'intensità dei raggi UV aumenta. Almeno è quello che è risultato da uno studio pubblicato su Archives of Dermatology.

I ricercatori dell'Università di San Diego hanno studiato 32 zone europee d'alta quota, in cerca di informazioni su variabili del tempo, altitudine, latitudine, temperatura, data e ora, per capire il tasso di incidenza dei raggi UV.

Foto | Flickr
Via | ElMundo

Sebbene i livelli di radiazioni siano più bassi in inverno, in alcune situazioni possono aumentare notevolmente: le ore intorno a mezzogiorno, quando il cielo è chiaro e quando, da febbraio, ci sono più ore di luce. Al contrario, sembra che con l'arrivo delle ore più calde gli sciatori tendano a togliere in maniera superficiale indumenti protettivi, come casco, cappello o guanti, che fanno da schermo ai raggi UV. Pensate, anche, che la neve e il ghiaccio riflettono i raggi solari molto facilmente. A causa del riverbero la pelle è esposta, quindi, ai raggi dell’atmosfera e a quelli riflessi dalla neve.

La ricerca mostra che le persone che praticano sport invernali all'aria aperta sono più esposte e quindi rischiano maggiormente di sviluppare il cancro alla pelle. Non resta che fare una bella scorta di crema protettiva per la prossima vacanza sulla neve.

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