Proprietà benefiche dell'escolzia


Originaria della California, venne introdotta in Europa agli inizi del 1800 come pianta decorativa, chiamata “Papavero della California”, per la bellezza del suo fiore. Questa pianta venne raccolta per la prima volta da Adalberto Chamisso che volle dedicare questa scoperta al compagno di viaggio e capo della spedizione scientifica che ebbe luogo in America nei primi anni del XIX secolo, J.F. Eschscholtz, botanico ed entomologo russo.

Gli indiani d'America e i primi coloni del Nord America utilizzavano le foglie come legume, bollite oppure cotte su pietre calde. Come medicamento veniva impiegata nelle coliche intestinali, biliari, nel mal di denti e anche per ridurre la lattazione, esternamente, in cataplasmi, nelle ulcerazioni.

L’Escolzia (Eschscholtzia californica) ha proprietà analgesiche e calmanti. Si utilizzano preparati nel trattamento di sindromi dolorose dell'apparato digerente, delle vie biliari, per l'emicrania e le sciatalgie. Viene, inoltre, impiegata per le turbe del sonno accompagnate da crampi (miglioramento del microcircolo e azione spasmolitica da parte dei flavonoidi) e manifestazioni dolorose.

Questa pianta è indicata per gli stati ansiosi, insonnia (specie se ci sono difficoltà ad addormentarsi e il sonno non è riposante), ipereccitabilità nervosa, emicrania e cefalea vasomotoria. Viene segnalato anche l'uso come calmante nella pertosse.

Per l’infuso si utilizzano 3 gr di droga in 200 ml di acqua bollente. Lasciare in infusione per 10 minuti. Bere una tazza 1-2 volte al giorno.

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