Sigarette elettroniche, la storia infinita

Se ne continua a parlare, ma non si conclude niente. Unica certezza: al limite è da usare solo per smettere di fumare

sigarette elettroniche

Se ne parla sempre di più, ma se ne sa sempre di meno. O, almeno, è questa la sensazione che si può avere in tema di sigarette elettroniche all'ennesima delle dichiarazioni rilasciate dai professionisti della salute. Ora a puntare il dito contro l'e-cig sono gli esperti delle vie respiratorie, che hanno parlato a lungo di questo strumento, nato per smettere di fumare, ma trasformato poco a poco nella nuova minaccia per il benessere dei polmoni, durante il congresso dell'Euopean Respiratiry Society (ERS) svoltosi a Dublino gli scorsi 7 e 8 giugno.

Secondo Francesco Blasi, presidente dell'ERS,

mancano i dati sull'efficacia e la sicurezza della sigaretta elettronica. In più le analisi condotte riportano dati contrastanti: tra le sigarette elettroniche contenenti nicotina, le percentuali di questa sostanza sono molto variabili tra sigarette della stessa marca; inoltre si è evidenziata una presenza di nicotina anche tra le sigarette di molte marche che dichiarano l'assenza della sostanza dal loro prodotto.

Secondo Blasi uno dei problemi principali è la mancanza di studi indipendenti a medio e lungo termine. Insomma, gli studi condotti fino ad oggi non sarebbero sufficienti. In ogni caso, le ricerche già concluse non chiariscono molto la situazione. Un esempio? Mentre uno studio presentato la scorsa estate ad una conferenza della stessa ERS ha dimostrato che basta respirare per 10 minuti i vapori emessi dalla e-cigarette perché la broncocostrizione aumenti del 182-206% anche nei non fumatori, una ricerca presentata pochi giorni prima al congresso annuale dell’European Society of Cardiology aveva svelato che l’uso della sigaretta elettronica non ha effetti collaterali acuti per il cuore, altro bersaglio degli effetti negativi del fumo di tabacco.

Probabilmente una delle affermazioni più chiare circa questo articolo per (ex?) fumatori è quella firmata Caludio Donner, Amministratore della Fondazione Italiana Salute Ambiente e Respiro (FISAR), secondo cui la sigaretta elettronica

dovrebbe venire utilizzata soltanto per smettere di fumare, quindi al massimo per alcuni mesi (…) Il suo utilizzo dovrebbe essere limitato nel tempo, unicamente allo scopo di smettere di fumare (…) La maggior parte dei prodotti contiene nicotina, con la conseguenza che permane la dipendenza alla sostanza. Alcune marche addirittura non dichiarano la presenza di nicotina, e in questo modo possono indurre dipendenza anche in chi non ha mai fumato le sigarette normali. Sono poi introdotte, spesso senza essere dichiarate e certificate, diverse sostanze aromatiche delle quali non si conosce la trasformazione chimica una volta che vengono vaporizzate durante l'utilizzo della sigaretta elettronica.

Secondo Donner l'iter di approvazione delle sigarette elettroniche dovrebbe essere per lo meno quello cui è sottoposto un parafarmaco e dovrebbe essere obbligatoria l'indicazione delle sostanze presenti nell'e-cig e di quelle generate dalla vaporizzazione.

Nel frattempo, tra un dibattito e l'altro, la situazione rimane la stessa: non c'è bisogno di andare in farmacia per comprarla, non è stata imposta la tassazione applicata ai tabacchi e non c'è nessun divieto specifico, ma solo pareri autorevoli, per il suo utilizzo, ma non può essere acquistata dai minori di 18 anni.

Via | Asca

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