Scoperta la struttura del capside, l'involucro che protegge l'Hiv dal mondo

E' formato da una sola proteina che, però, sa formare esagoni e pentagoni che si uniscono come per formare un pallone da calcio. E ora che si sa com'è fatto, potrebbe diventare il bersaglio delle terapie del futuro

hiv involucro

La proteina che lo forma è una sola, ma è ripetuta 1.300 volte e si organizza in modo da formare esagoni e pentagoni che permettono di formare un guscio a forma di cono. Si tratta dell'involucro dell'Hiv-1, la cui struttura è stata delucidata per la prima volta con estrema precisione dai ricercatori dell'Università dell'Illinois e della Vanderbilt University.

Come riportato sulle pagine di Nature, grazie ad un computer in grado di compiere calcoli ad una velocità a dir poco impressionante (si parla di “un milione di miliardi di operazione in virgola mobile al secondo”) e ad una serie di esperimenti condotti in laboratorio gli scienziati sono riusciti a elaborare un modello di questo guscio, detto capside, formato da 216 esagoni e 12 pentagoni che si legano in modo variabile a seconda della regione del guscio considerata. Secondo i ricercatori è la presenza dei pentagoni a permettere la chiusura della struttura, un po' come avviene nei vecchi palloni da calcio formati, appunto, da esagoni e pentagoni uniti fra di loro.

In totale il guscio è formato da 64 milioni di atomi. Ma, numeri a parte, l'importanza della scoperta va ben al di là della curiosità scientifica. Infatti come ha spiegato Klaus Schulten, coordinatore della ricerca,

il capside dell'Hiv ha due compiti tra loro difficilmente conciliabili: deve proteggere il materiale genetico ma, una volta che il virus è entrato nella cellula deve rilasciare questo materiale non troppo rapidamente e nemmeno troppo lentamente.

Attaccare questa fase potrebbe essere l'obiettivo delle prossime ricerche mirate alla messa a punto di nuove terapie per sconfiggere questo temibile virus.

Via | Le Scienze
Foto | da Flickr di Biker Jun (back from Andalucia, Spain!)

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