Torna l'epatite A, a portarla sono i frutti di bosco

Il virus, trovato in prodotti surgelati, ha già iniziato a causare infezioni: Tutti i nuovi casi devono essere segnalati a Ministero e Istituto Superiore di Sanità

frutti di bosco epatite a

Quando si pensa all'epatite è facile che il pensiero corra ai frutti di mare, ma da oggi non sono solo cozze, vongole e simili a doverci far preoccupare. Il Ministero della Salute ha infatti riferito di casi di epatite A associati al consumo di frutti di bosco surgelati contaminati con il virus responsabile dell'infezione, l'Hav.

Il microbo è stato identificato al termine dell'indagine promossa dal Ministero per verificare l'incidenza della malattia in Italia dopo che ad aprile è stata diffusa la notizia di due focolai di epatite A, il primo nei Paesi Nordeuropei (probabilmente associato al consumo di frutti di bosco di provenienza non europea), il secondo fra turisti di ritorno dall'Egitto. A maggio, inoltre, turisti stranieri che avevano soggiornato in Nord Italia si sono ammalati proprio di epatite A.

Analizzando le notifiche di malattia infettiva e i dati del sistema di sorveglianza Seieva è stato rilevato un aumento dell'incidenza della malattia fra marzo e maggio 2013 superiore del 70% rispetto a quella rilevata nello stesso trimestre dello scorso anno. In particolare, nel mese di aprile l'infezione è stata associata al consumo di una torta guarnita con frutti di bosco. Ciò ha fatto partire le analisi su una confezione integra di frutti di bosco congelati che hanno individuato al suo interno il virus.

Probabilmente la contaminazione è avvenuta prima del congelamento, ma al momento non è possibile risalire all'esatta origine dei frutti. Quelli analizzati, infatti, avevano origini diverse (Bulgaria, Polonia, Serbia e Canada).

Alla luce di questi dati fino al prossimo 31 luglio tutti i nuovi casi confermati di epatite A devono essere segnalati al Ministero stesso (malinf@sanita.it) e all’Istituto Superiore di Sanità (outbreak@iss.it).

Via | Ministero della Salute
Foto | da Flickr di epSos.de

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