Si può fare sport con il soffio al cuore?

sport soffio al cuore

Il soffio al cuore è una condizione piuttosto comune: ad avere a che fare con questo fenomeno, che non è altro che un rumore anomalo prodotto dal passaggio del sangue nel cuore, è il 50-60% dei bambini. Uno dei dubbi che insorgono al momento della diagnosi è se questo problema compromette la possibilità di praticare sport, ma in realtà nella maggior parte dei casi il soffio al cuore non richiede di limitare l'attività fisica, anzi, l'esercizio aerobico può rafforzare il muscolo cardiaco e renderlo più efficiente.

La vera discriminante è la causa alla base del soffio. Nella maggior parte dei casi il rumore avvertito al passaggio del sangue non ha nessuna causa preoccupante ed è considerato benigno. In queste situazioni lo sport non è assolutamente sconsigliato. Diverso è il caso in cui il soffio sia dovuto a malformazioni congenite del cuore o ad altre gravi patologie.

In effetti durante l'attività fisica il soffio al cuore che è dovuto ad una patologia tende ad accentuarsi. Al contrario, il soffio benigno si attenua durante l'esercizio. Consultare il medico è, quindi, fondamentale per sapere se il disturbo di cui si soffre è compatibile con l'attività fisica o è il sintomo di una malattia più grave che richiede di limitare gli sforzi cui è sottoposto il cuore.

Una volta rassicurati dal medico sulla natura del problema, il tipo di sport che si può praticare con un soffio al cuore benigno è più d'uno. Gli esercizi aerobici che aiutano a rinforzare il muscolo cardiaco variano dalle camminate al ciclismo, passando per il nuoto, il jogging e l'aerobica.

E', però, fondamentale ricordare che per essere benefica l'attività aerobica non deve essere estenuante: un esercizio moderato di 30 minuti al giorno permette di ottenere gli stessi benefici di un esercizio più pesante, cui sono associati più rischi. Un buon metodo per capire se si sta esagerando è provare a parlare durante l'attività fisica: se il ritmo dell'esercizio è troppo sostenuto per riuscire contemporaneamente a parlare è meglio rallentare.

Via | University of Iowa Health Care
Foto | Flickr

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