Cos'è l'atropina, quando si usa e quali sono durata ed effetti

Atropina occhi

L'Atropina è un alcaloide naturale estratto dalle foglie di alcune piante della famiglia delle "Solanaceae" (Atropa belladonna, Hyoscyamus niger, Datura stramonium), che antagonizza gli effetti dell'acetilcolina e di altre sostanze muscariniche. In terapia essa viene impiegata sotto forma di solfato, per via endovenosa o sottocutanea, oppure in unguenti e soluzioni per uso oftalmico. L’impiego dell’atropina in medicina è vario: essa viene utilizzata in quanto spasmolitico in diverse patologie, fra le quali l'asma, la tosse canina, coliche, epilessia e corea di Huntington.

L’atropina viene inoltre impiegata come spasmolitico preventivo in interventi chirurgici, come antidoto per alcuni tipi di avvelenamenti, per inibire la secrezione delle ghiandole salivari e come dilatatore della pupilla durante le visite oculistiche, per semplificare l'esame completo della retina. Se la sostanza viene somministrata sugli occhi, l’effetto avrà una durata piuttosto considerevole, e l’occhio potrebbe tornare normale dopo 7-12 giorni.

In associazione con prometazina (azione sedativa) ed altri atropinici, questa sostanza viene inoltre impiegata come antispastico e sedativo nel trattamento dei disturbi del sonno e della tensione nervosa.

Come avete potuto constatare, le applicazioni terapeutiche dell'atropina sono effettivamente davvero molte, e per lungo tempo è stata considerata il farmaco per eccellenza nella terapia del morbo di Parkinson. Fra gli effetti collaterali più comuni dell'atropina si segnalano la tachicardia, la xerostomia (ovvero la secchezza delle fauci), i disturbi visivi, la fotofobia, la costipazione e la ritenzione urinaria.

via | Wikipedia, Sapere.it

Foto | Flickr

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