I pensieri negativi e l’allarmismo ci fanno ammalare

scatole medicineQualcuno la chiamerebbe ipocondria, seppure in forma più lieve e di proporzioni sociali anziché individuali. Ma in realtà si tratta d’altro: non della sensazione di essere ammalati ma dell’effetto di un certo allarmismo che si diffonde durante periodi di crisi – al momento viviamo la febbre suina ma è stata precededuta da molti altri allarmi simili quali l’aviaria, la sars e la mucca pazza per citare solo i più eclatanti. Preoccuparsi troppo ci rende vulnerabili, abbassa le difese immunitarie e in definitiva ci fa ammalare davvero.

Gli studi in proposito si susseguono da anni e in più d’una occasione abbiamo potuto sperimentare personalmente (non vi è mai successo?) di avvertire alcuni dei terribili effetti collaterali letti sul bugiardino di un qualche farmaco in uso in quel periodo. Basta lasciarsi influenzare per un momento e ci sentiamo già perduti. Nei casi più gravi la sola sensazione di disagio dovuta alla minaccia di soffrire di una qualche conseguenza medica si trasforma in vera e propria malattia.

Di contro i pensieri positivi possono influenzare positivamente la percezione della nostra salute e di conseguenza la salute stessa. Basti pensare all’impatto enorme dell’effetto placebo. In fondo basta poco a non lasciarsi trascinare dalle follie collettive. Allarme sì, quando serve, ma non allarmismo.

Foto | Flickr

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