Fate un favore a tutti: prendetevi un giorno di malattia!

malattia Oggi voglio raccontarvi di un articolo che ho letto sul New York Times e che mi ha fatto riflettere su quanto siamo diventati un po' tutti workaholic, cioè dipendenti dal lavoro. L'articolo racconta di un medico che visita un paziente che ha l'influenza con febbre alta, raffreddore e dolori da tutte le parti. Terminata la visita, il medico gli prescrive dei farmaci e gli dice di tornarsene a casa per mettersi a letto.

"Non se ne parla proprio", gli risponde il paziente mentre si riveste. "Devo tornare al lavoro". Così il dottore lo vede rivestirsi, prendere la borsa 24 ore e uscire per tornare a Wall Street. Nemmeno la febbre alta e i dolori riescono a tenere quest'uomo lontano dal lavoro! Il medico non sa se provare ammirazione oppure orrore.

A pensarci bene, questo non è un caso isolato. Quasi più nessuno oggi sembra potersi permettere di perdere un giorno o anche qualche ora di lavoro, di volontariato, di faccende domestiche e quant'altro. Chiunque abbia qualunque cosa da fare nella sua quotidianità sembra non poterne fare a meno. È come se ognuno di noi dicesse a sé stesso e agli altri: "Non ho tempo di ammalarmi".

Così andiamo dal medico, ci facciamo visitare e prescrivere degli antibiotici-bomba che possano rimetterci in sesto il più velocemente possibile perché noi a lavoro, alla festa, in vacanza, eccetera ci andiamo lo stesso. Il medico che scrive l'articolo ammette che quando asseconda queste richieste non svolge un buon lavoro perché la prima missione del medico deve essere quella di non provocare danni alla salute del paziente. E gli antibiotici, di danni possono farne parecchi.

Per esempio, l'eccessiva prescrizione di antibiotici contribuisce al problema della resistenza batterica. Poiché la maggior parte dei batteri si moltiplica rapidamente, possono evolversi velocemente e sviluppare resistenza ai farmaci antimicrobici. Già questa mi sembra una buona ragione per essere più clementi verso noi stessi e ammettere che, ogni tanto, possiamo ammalarci e che non c'è niente di male a non andare a lavoro e restarsene a casa per un giorno.

Tra l'altro andando a lavoro da malati non facciamo bene neppure al lavoro stesso. Per prima cosa, corriamo il rischio di contagiare i nostri colleghi e poi in condizioni di salute non proprio buone, certo non potremmo rendere al massimo e neppure la nostra produttività sarà quella usuale. Perciò, facciamo un favore a noi, ai colleghi e al nostro lavoro e restiamocene uno/due giorni a casa a fare i malati, a crogiolarci tra le lenzuola bevendo litri e litri di tè caldo o qualunque altra bevanda ci rechi sollievo, a sonnecchiare stanchi e debilitati per tutto il tempo che ci serve a riprenderci e a rimetterci in sesto.

Via | The New York Times
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: