Una nuova terapia preventiva contro la sindrome della classe economica

sedili classe turisticaI viaggi estivi sono ancora lontani, ma la scienza non si ferma: un gruppo di ricercatori dell’Università di Granada ha messo a punto un sistema che aiuta a prevenire e combattere la cosiddetta sindrome della classe economica che colpisce chi è già sofferente di disturbi circolatori e vene varicose, ma anche chi non ne ha mai sofferto prima, come conseguenza di viaggi in aereo molto lunghi.

La lunghezza del viaggio e l’immobilità quasi assoluta in una posizione può provocare addirittura un vero e proprio embolo che impedisce la corretta circolazione sanguigna. Gli esperti tendono a chiamare il disagio più genericamente sindrome del viaggiatore proprio perché è stata riscontrata la medesima esperienza non solo in chi viaggia in classe turistica ma anche in business class – anche se con minore incidenza – e addirittura in chi viaggia in pullman o in auto per periodi di tempo molto prolungati.

Mentre però chi viaggia a terra può in qualunque momento fermarsi e ristorarsi sgranchendo le gambe, chi viaggia in aereo, specie nelle classi turistiche delle compagnie che offrono servizi e spazi sempre più ridotti, è costretto all’immobilità quasi assoluta per molte ore. Il disagio si può presentare tuttavia solo se il volo supera le quattro ore.

Il sistema messo a punto dai ricercatori spagnoli si propone di limitare i danni, aiutando il passeggero, con una serie di piccoli esercizi da seduto, a riattivare la circolazione sanguigna, servendosi di un piccolo cuscino chiamato flip-flow e appositamente progettato che, posto sotto il piede, stimola la circolazione. Attualmente è in corso la fase di sperimentazione.

Foto | Flickr

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