Le fave proteggono da cancro, ipertensione e obesità

fave

Anche le fave si aggiungono alla lista dei cibi anti-cancro. A farli entrare ufficialmente in questo elenco è uno studio della Charles Sturt University (Wagga Wagga, Australia), pubblicato sul British Journal of Nutrition. Le belle notizie, però, non finiscono qui, perché i composti fenolici presenti in questi legumi non inducono solo la morte delle cellule tumorali, ma esercitano anche dei benefici utili in caso di ipertensione e per mantenere un peso salutare.

Questi composti dalle proprietà antiossidanti sono molto diffusi fra i vegetali, in cui sono responsabili del colore, delle funzioni metaboliche e dei meccanismi messi in atto dalle piante per difendersi da vari agenti esterni, fra cui anche gli insetti. Proprio perché gli insetti potrebbero danneggiare i semi, i loro rivestimenti e i baccelli sono spesso ricchi di composti fenolici. Oggi questo studio svela che questi meccanismi di difesa vegetale hanno un effetto protettivo anche nei confronti della salute dell'uomo.

I ricercatori australiani hanno trattato con i composti fenolici estratti dalle fave cinque cellule tumorali di tipo diverso: alla vescica, allo stomaco, al fegato, al colon e leucemiche (nello specifico, di leucemia promielocitica acuta). 24 ore dopo il trattamento è stata osservata una forte riduzione della moltiplicazione delle cellule dei primi quattro tipi di tumore.

Per quanto riguarda, invece, le cellule leucemiche, la sofisticata tecnologia della “citometria a flusso” ha permesso di stabilire che i composti fenolici delle fave inducono la morte cellulare programmata, un processo da cui le cellule del cancro riescono ad evadere per continuare a crescere incontrollatamente e formare, così, le masse tumorali. L'effetto è, però, limitato alle sole cellule cancerose e la crescita delle cellule di colon non tumorali non vengono in alcun modo danneggiate dall'estratto di fave.

Altri esperimenti hanno dimostrato che questi composti fenolici agiscono sull'enzima ACE (angiotensin converting enzyme), uno dei bersagli dei farmaci contro l'ipertensione. Non solo, gli antiossidanti delle fave bloccano due enzimi digestivi (l'alfa-glucosidasi e la lipasi) e, quindi, potrebbero ridurre l'assorbimento dei grassi e degli zuccheri.

Secondo Chris Blanchard, responsabile della ricerca, ora le ricerche potrebbero proseguire in diversi modi:

uno è generare grandi quantità di questi estratti e condurre esperimenti di alimentazione per verificare se possiamo utilizzare direttamente gli estratti come prodotto naturale per migliorare lo stato di salute.

Oppure potremmo scavare più in profondità e scoprire quali composti sono coinvolti in queste attività, sintetizzarli e farli approvare per l'uso a scopo farmaceutico.

O potremmo condurre ulteriori test sull'uomo, introducendo le fave nella dieta per dimostrare esattamente cosa succede quando le consumiamo per un lungo periodo.

Via | Charles Sturt University
Foto | Flickr

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