Posture da ufficio: gli errori più comuni e i relativi danni

lavoro alla scrivania Come stiamo seduti alla scrivania mentre digitiamo al computer? E mentre camminiamo, che posizione assumiamo? Non ci poniamo mai queste domande perchè tutti i nostri gesti sono automatici e fuori dal nostro controllo, inclusa la postura.

Tutti, invece, dovremmo dedicare più attenzione alla postura che, tra l’altro, viene oggi considerata anche un modo per capire le nostre emozioni più profonde e la nostra personalità. Secondo la posturologia, il corpo, fin dai primi anni dell’infanzia, inizia a registrare tutto ciò che viviamo per poi ricordare negli anni a venire.

In base alle informazioni “emotive” catturate da piccoli, il corpo adotta una serie di posizioni che rispecchiano il vero stato d’animo. Una persona timida, per esempio, cammina con la schiena curva e il diaframma contratto. Mentre una persona che avanza con spalle dritte, in asse con la schiena e con il petto in fuori è molto sicuro di sé ed ha spesso una personalità aggressiva.

Psicologia a parte, dovremmo dedicare alla postura più attenzione perché dal modo sbagliato in cui camminiamo o ci sediamo possono derivare disturbi seri come mal di schiena, vertigini, mal di testa e addirittura fiato corto. Gli errori più comuni sono proprio quelli che commettiamo nelle ore in cui siamo in ufficio: restiamo seduti alla scrivania per troppe ore di seguito, scriviamo o parliamo al telefono tenendo il collo ruotato a destra o a sinistra oppure teniamo la schiena curva.

Anche sedersi con le gambe accavallate è un errore da evitare perché può provocare disturbi alla circolazione e fastidiosi mal di schiena. Un’altra posizione da evitare è quella di sedersi con il bacino spostato nella parte finale della sedia e le spalle appoggiate allo schienale. Questa posizione provoca un’inversione della curva lombare. Inoltre, per non rallentare la circolazione e soprattutto per evitare il mal di schiena, non bisogna mai stare sedute sul bordo della sedia, con il busto inclinato in avanti.

Facciamo attenzione anche alle mani. Spesso con una muoviamo il mouse mentre con l'altra scriviamo tenendo il polso appoggiato alla scrivania. Se poi a ciò aggiungiamo anche la cattiva abitudine di parlare contemporaneamente al telefono stringendo la cornetta sulla spalla, i danni sono inevitabili: contratture dei muscoli di collo e schiena, indolenzimenti alle mani o, nei casi più gravi, sindrome del tunnel carpale.

Molte “guide ergonomiche” sono corredate da disegni che mostrano una persona seduta alla scrivania con braccia, busto, cosce e gambe posizionate a 90° e la testa perfettamente dritta. I piedi sono ben piantati sul pavimento e la didascalia indica che quella raffigurata è la postura corretta. La verità, però, è che siamo capaci di mantenere quella posizione solo per pochi minuti perché è terribilmente scomoda.

Ciò non significa che siamo autorizzati ad assumere posizioni scorrette. Almeno proviamo per un po’ a stare seduti correttamente e poi cambiamo posizione quando proprio non ne possiamo più. Anzi il cambiamento di posizione va incoraggiato perché ci aiuta a trovare comfort. Secondo gli ergonomisti, infatti, la miglior postura è sempre la prossima perché in ogni caso il cambiamento darà beneficio al corpo.

Utile, poi, fare ogni giorno qualche esercizio di stretching per le dita: basta anche solo agitare le dita indietro e avanti velocemente per qualche minuto. In questo modo, tra l'altro, ci scaldiamo anche le mani che proprio perchè impegnate al computer sono, in genere, fredde.

Foto | Flickr

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