ILVA Taranto, nuovi dati studio Sentieri: +12% tumori, +35% decessi bambini

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I morti per inquinamento a Taranto non sono più invisibili e senza un numero, come denunciava un malato di cancro del quartiere Tamburi, Peppino Corisi, operaio dell’ILVA, prima di morire per un cancro ai polmoni e far affiggere una targa alla finestra: ennesimo decesso per neoplasia polmonare. I Verdi hanno infatti diffuso oggi, nel corso di una conferenza stampa a Taranto, le cifre aggiornate al 2008 dello studio Sentieri dell’ISS: la connessione tra inquinamento industriale e mortalità è più volte rimarcata nel rapporto. Numeri da brivido riferiti all’area di Taranto per il quinquennio 2003-2008: +12% tumori. Il dato che fa rabbrividire più di tutti, più del negazionismo del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini che appena pochi giorni fa affermava “l’eccesso di mortalità di cui si parla a Taranto non trova riscontro”, è quel +35% di mortalità infantile.

A Taranto, in numeri nudi e crudi, i bambini sotto un anno di età hanno maggiori probabilità di morire, per tutte e sottolineiamo per tutte le cause, a testimonianza che la salute pubblica è gravemente compromessa ad ogni livello. Va ancora peggio per quanto riguarda le morti nel periodo perinatale che fanno registrare un +71%. Per quanto riguarda i tumori si registra un +24% per i tumori del fegato e dei polmoni, un +38% per i linfomi ed un esorbitante +306% per i mesoteliomi.

Il presidente di Peacelink Taranto Alessandro Marescotti e Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, hanno diffuso questi dati, gli stessi che secondo il Ministero della Salute non erano ancora disponibili e che dovevano essere pubblicati non prima del 12 ottobre in quanto ancora provvisori. In realtà erano già assemblati e pronti, si aspettava il momento più opportuno come sappiamo da fonti accreditate e chi lo sa poi se c’è mai un momento migliore per divulgare questi bollettini di morte.

I dati insomma c’erano già invece, dati agli atti della magistratura di Taranto sin dal 30 marzo scorso nell’inchiesta per disastro ambientale che vede imputata l’ILVA: dati spaventosi. Come ha sottolineato Alessandro Marescotti, ora è stata fornita l’informazione negata: gli eccessi sono statisticamente significativi per la popolazione di Taranto e Statte. L’eccesso di mortalità per tutte le cause passa da +9% a +13% negli uomini e da +7% a +8% nelle donne rispetto ai dati dello studio Sentieri relativo al periodo 1995-2002.

Via | Peacelink
Foto | Gatto Ida, Fondo Antidiossina Taranto

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