Le proprietà medicinali di pino, ginepro e gingko

ginepro

Ognuno di noi, andando a ritroso con gli anni ed i ricordi, può farsi riaffiorare in mente l'odore dei pini, nei boschi, durante le gite scolastiche o familiari. Sicuramente a quell'età non si riesce a cogliere l'importanza di questi odori o attribuirgli un significato. Il pino, come anche l'abete o il ginepro, fa parte della famiglia delle conifere. Le conifere sono piante longeve (legnose, arbustive o arboree), con foglie solitamente aghiformi, sottili e dure, caduche o persistenti. I fiori sono piccoli e unisessuati e sono chiamati strobili.

Per quanto riguarda l'interesse farmaceutico, le conifere contengono principalmente resine, olii essenziali e polifenoli del tipo flavonoide. Le resine sono anche ricche in terpeni, usati come antisettici e con funzione allelopatica, cioè tossici per le altre piante.

Tre sono le conifere di fondamentale importanza fitoterapica: il pino (Pinus pinaster Aiton), il cui olio essenziale è molto utilizzato in cosmesi per la sua profumazione ed attività antiossidante; il ginepro, dall'essenza balsamica e il gingko, le cui foglie si utilizzano contro le ustioni, come cicatrizzanti e il cui uso medicinale è molto antico e risale addirittura al 2800 a.C.

Foto | Flickr

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