Il contenuto estrogenico della Cimifuga contro la menopausa

menopausaAlzi la mano chi di voi conosce la cimifuga... Questa pianta sconosciuta ai più, (Cimifuga racemosa Nutt.), è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae. Si presenta eretta e alta da 1 a 2 metri; con foglie composte, dentate al margine e subcordate. I suoi fiori, piccoli e bianchi, sono raccolti in spighe e il frutto è un follicolo.

Della cimifuga si utilizzano il rizoma e le radici, dopo averli essiccati. I principi attivi del rizoma della pianta sono una serie di triterpeni, di cui tra i più importanti troviamo l’acteolo, l’acteina ed il cimigenolo. Molto importante anche il contenuto in formononetina, un isoflavone. La cimifuga è stata da poco re-introdotta alla vendita al pubblico, come integratore alimentare. L'unico accorgimento è di non superare le dosi prescritte dal medico. La cimifuga viene assunta preferibilmente sotto forma di tintura madre e le dosi giornaliere prescritte non dovrebbero superare le 50 gg.

Da sempre la cimifuga è utilizzata dalle donne contro le “reazioni avverse” tipiche del climaterio, ed ora, studi sempre più approfonditi, stanno cercando di appurare se una cura a base di estratti alcolici di cimifuga possa sostituire una terapia ormonale vera e propria.

La pianta, in effetti, risulta essere molto attiva contro i sintomi classici della menopausa (vampate di calore, emicrania, sudorazione e ansia) e inoltre riduce l’atrofia della mucosa vaginale. Per questo motivo, la cimifuga può essere considerata una valida alternativa alla terapia ormonale sostitutiva, specie se somministrata durante le prime manifestazioni sintomatiche.A questo punto, care donne, non dobbiamo far altro che sperare che questi studi vadano avanti sulla strada giusta e che in futuro questo piccolo disturbo che ci affligge nell'età avanzata sia solo un debole ricordo.

Foto | Flickr

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