McDonald's introduce le calorie nei menu americani ma la svolta salutista non convince

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McDonald’s introduce le calorie nei menu americani per contrastare quella che ormai è una vera e propria epidemia di obesità negli Stati Uniti, causata in gran parte proprio dal trash food, oltre che dalla vita eccessivamente sedentaria. Pensate che un terzo degli americani è in sovrappeso. Il colosso del cibo spazzatura è stato aspramente criticato per l’insana trovata di offrire le porzioni più grandi di bevande gassate, hamburger e patatine con l’aggiunta di pochi centesimi di dollaro. Trovata documentata, insieme ai danni del trash food, nel celebre documentario di Morgan Spurlock, Super Size Me.

McDonald’s per far fronte alle critiche è corsa ai ripari, almeno sulla carta: negli Stati Uniti ha prima introdotto junk food meno calorico, lanciando due mesi fa menu al di sotto delle 400 calorie. Ora introdurrà le calorie nei menu ed in futuro prevede di ampliare con pollo alla griglia e verdure di stagione la sua offerta. Dopo l’annuncio dell’apertura di due ristoranti 100% vegetariani in India, prosegue dunque la svolta pseudosalutista della multinazionale. Già, perché almeno in India la decisione di passare a menu senza carne è stata dettata più da scelte di marketing che da spinte consapevoli verso menu più sani: la maggioranza indù non consuma infatti carne di mucca, animale sacro, e gli islamici non mangiano carne di maiale, animale considerato impuro. Già da tempo il piatto del fast food più venduto in India era a base di patate speziate ripiene: il McAloo Tikki burger.

Diverso il discorso in America dove la carne rossa si consuma a go go. Basterà l’indicazione delle calorie a far desistere gli americani dall’ingozzarsi di cibo unto e grasso? La svolta salutista di McDonald’s non convince, a nostro avviso, per più di una ragione: non conta solo diminuire le calorie, contano la qualità e la tipologia dei nutrienti ingeriti: 400 calorie di noci e 400 calorie di patatine fritte e salsine scadenti, per intenderci, non incidono allo stesso modo sulla nostra salute perché del cibo spazzatura il nostro corpo non ha affatto bisogno. McDonald’s farebbe dunque meglio a rispondere prima alla domanda: cosa metto nel piatto? piuttosto che illudersi di risolvere il problema con un taglio delle calorie, lasciando inalterata l’offerta.

Inoltre il cibo spazzatura crea dipendenza: è stato scientificamente dimostrato che il nostro cervello ignora le calorie ed i moniti quando vuole soddisfare il desiderio di cibi ipersalati e iperconvenienti, la dopamina manda in tilt il nostro autocontrollo. C’è di più: quando abbiamo fame il nostro cervello propende per i cibi più calorici, accessibili immediatamente e la facile reperibilità del cibo spazzatura lo rende decisamente più appetibile di un’insalatina. Infine, McDonald’s sta soltanto anticipando disposizioni delle autorità sanitarie che potrebbero diventare a breve obbligatorie, grazie ad una legge federale che impone alle catene di fast food di indicare le calorie nei menu.

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