Cos'è un haters? La spiegazione degli psicologi

Cos'è un haters? Qual è la definizione psicologica di questa figura anche definita come "Leone da tastiera"?

Cos'è un haters?

Cos'è un haters? Chi sono gli haters in Italia? Di sicuro tutti noi ci siamo imbattuti in queste figure, i cosiddetti Leoni da tastiera, che, nascondendosi spesso dietro falsi profili, riversano sul web odio, frustrazioni, cattiveria. Ai danni di personaggi famosi, politici, celebrities, sportivi, ma anche di persone comuni.

Gli odiatori o haters sono ovunque. Li riconosciamo perché usano un linguaggio violento per insultare, seminare zizzania, andare contro tutto e tutti. Politici, professionisti, star, scrittori, artisti sono i più colpiti. Ma chiunque può finire nel mirino di un hater. L'Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna ci spiega chi sono. E perché sono così diffusi in questo particolare momento storico.

I leoni da tastiera, nascondendosi a distanza dietro uno schermo, si sentono meno responsabili di quello che dicono e fanno. Come nei casi di cyberbullismo, si sentono deresponsabilizzati. Lo fanno per nascondere le loro frustrazioni e la loro insicurezza, per sentirsi più forti, per aumentare la loro autostima. L'anonimato permette loro di agire senza temere nulla (anche se la Polizia Postale vigila).

Ma perché agiscono così? Sono diverse le cause:


  • Paura consapevole e inconsapevole, magari di qualcosa che viene percepito come diverso e che, quindi, viene attaccato.

  • Volontà di distruggere quello che loro reputano un possibile pericolo.

  • L'odio verso particolari categorie (donne, omosessuali, migranti, diversamente abili ed ebrei sono i più colpiti).


Gli haters, in realtà, sono vittime loro stesse della paura che hanno, della loro scarsa cultura, della mancanza di empatia. Sono fragili e per non mostrarsi così si identificano con ideologie che ritengono forti.

Cosa fare contro gli haters?


Gli psicologi dell'Ordine dell'Emilia Romagna sostengono che è

urgente l’attivazione di interventi di prevenzione e di contrasto che coinvolgano soprattutto la dimensione psicologica e socio-culturale delle persone, per dar vita a un processo di delegittimazione della violenza che sempre più spesso pare manifestarsi senza argini.

Foto iStock
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