Allenare la memoria: i consigli di Matteo Salvo, International Master of Memory

Allenare la memoria: i consigli di Matteo Salvo, International Master of Memory. L'intervista di Blogo!

Allenare la memoria

Come allenare la memoria? Il cervello è come un muscolo che va costantemente allenato per mantenerlo sano e in forma. E' tra gli organi più importanti. Spesso non ci pensiamo. Crediamo che solo il corpo debba essere sottoposto a esercizi per poter rimanere in salute. Ma anche la mente ha bisogno di tecniche di apprendimento e vere e proprie sessioni di allenamento.

Matteo Salvo è il primo italiano ad aver conseguito il titolo di International Master of Memory ai Campionati di Memoria di Londra e Guinness World Record. Genovese di nascita, torinese di adozione il 42enne ha un vero e proprio metodo che propone nei suoi Memo Camp d'Italia e nei suoi corsi per poter diventare atleta della mente. I Memo Camp sono corsi di alta formazione per bambini e ragazzi per "migliorare la qualità e l’efficacia dello studio".

Abbiamo intervistato Matteo Salvo, International Master of Memory, per capire come allenare la memoria e cosa fare in pratica per tenere il cervello sempre attivo.


Intervista a Matteo Salvo


Matteo Salvo

Cosa vuol dire allenare la memoria?

Il cervello è un muscolo e va allenato e potenziato ogni giorno. Per mantenerlo attivo e performante bastano semplici esercizi, come la lettura, la meditazione o il cruciverba, da praticare anche solo per mezz’ora al giorno. La memoria è la capacità del cervello di conservare, organizzare e rievocare i ricordi e le informazioni che nascono dalle nostre esperienze. Per spiegare quanto è importante, mi piace ricordare alcuni versi di Dante, che nel quinto canto del Paradiso scrive che ‘non fa scienza senza lo ritener l'aver inteso’: in altre parole, se abbiamo capito, ma non siamo in grado di richiamare i concetti, non saremo in grado di riutilizzare quelle informazioni. La memoria a lungo termine è quella più importante, perché diventa parte del nostro bagaglio culturale, mentre fra i diversi tipi di memoria sensoriale, quella visiva è quella dominante perché parla lo stesso linguaggio della mente, quello delle immagini, e si fissa fra i ricordi anche nel lungo periodo.

Cosa sono e come funzionano le principali tecniche di memoria?

Le tecniche di memoria sono dei metodi scientifici studiati per potenziare la capacità della mente di immagazzinare le informazioni a lungo termine. Ecco quali sono le più utilizzate e come funzionano:


  • le mappe mentali: sono disegni creativi, colorati, che nascono dall’esigenza di tradurre concetti e informazioni complessi in immagini facilmente visualizzabili e memorizzabili. Si tratta di strutture radiali, che ricordano i raggi del sole, tracciate utilizzando la stessa logica di funzionamento del cervello, che compie associazioni visive e salti logici, ed è per questo che facilitano l’apprendimento.

  • la regola del P.A.V. (Paradosso, Azione, Vivido): abbina il ricordo ad un patrimonio emotivo “speciale”, inconsueto, multisensoriale, che esce fuori dall’ordinario ed è quindi facile da rievocare mentalmente. Facendo leva sul paradosso, questa regola aiuta a memorizzare anche i dati più complessi. Un esempio? E’ molto più facile ricordare una balena piccola come un pesce rosso, magari nell’acquario di casa, con i cacciatori in miniatura che cercano di catturarla e lei che spruzza acqua dalla schiena, piuttosto che una balena normale.

  • i loci ciceroniani: sono una vera e propria libreria mentale, che possiamo creare sfruttando la potenza della memoria visiva per abbinare le immagini a sequenze di numeri o elenchi lunghissimi di informazioni quali ad esempio l’esatta sequenza delle ossa del corpo umano piuttosto che i fiumi d’Europa ricordandoli in ordine di lunghezza. Le parole più complesse e astratte andranno divise in immagini concrete, che verranno associate nell’ordine in cui compaiono. Ad esempio, per la parola determinazione, potrò pensare al DETERsivo che si è rovesciato in cucina e che ora MINA e lo ZIONE stanno pulendo.

  • conversione fonetica per trasformare i numeri in immagini: è sicuramente il metodo più efficace per ricordare Pin, codici di accesso, sequenze di numeri. Consiste nell’associare ad ogni numero un certo tipo di suono ed è importante pronunciare solo il suono e non il nome della lettera. Ogni cifra va abbinata ad un tipo di suono. In questo modo, a seconda del numero che dobbiamo memorizzare, possiamo combinare i suoni corrispondenti ad ogni singola cifra e creare una parola che abbia un’immagine. Per il numero 312, ad esempio, potrebbe essere “mattone, mattino”, ma anche “Modena” o “Modugno”. Sarà molto più semplice ricordare queste immagini che non il numero, in quanto il numero è un'entità astratta priva di immagine.


Cosa si fa in un Memo Camp?

Il MemoCamp è il primo corso di alta formazione per bambini e ragazzi dai 9 ai 17 anni e insegna agli under 18 a migliorare la qualità dello studio utilizzando le giuste tecniche di apprendimento.

I partecipanti ai Camp imparano un vero metodo di studio, molto più efficace ed appagante del solito “leggi, studia, ripeti” perché valorizza un approccio sempre attivo ai contenuti, che verranno interiorizzati e rielaborati con creatività. Ma non solo: i ragazzi impareranno l’importanza dei tempi di recupero e dei ritmi dello studio.

Chi si rivolge a un trainer della memoria?

Professionisti, manager d’impresa, studenti, ma anche semplicemente persone che desiderano potenziare la propria memoria per migliorare il ricordo e la gestione delle informazioni nella vita di ogni giorno.

Sarebbe utile una figura professionale di questo tipo nelle scuole italiane a supporto dei docenti?

Certo, assolutamente. La figura del Memory Coach sarebbe molto importante per integrare i contenuti del programma di insegnamento tradizionale. In particolare, uno degli aspetti chiave che suggerisco sempre ai miei allievi, è mantenere un approccio attivo nel processo di apprendimento, memorizzando i contenuti come se dovessero spiegarli a un compagno o un amico. In questo modo, anche grazie all’uso delle tecniche, ogni studente è stimolato a interiorizzare le informazioni e a rielaborarle in modo creativo per farle sue.

In età adulta, cosa si può fare per allenare la memoria? Le tecniche mnemoniche funzionano solo se apprese da giovani?

Ogni età è buona per allenare il cervello e potenziare la memoria. Le tecniche di apprendimento sono strumenti indispensabili in ogni fase della vita per riattivare l’emozione e il piacere di ricordare. Non a caso, sta emergendo una forte richiesta di corsi anche per gli over 65, ai quali è dedicata la Silver Memory Academy.

Secondo te esistono dei rimedi naturali che funzionano davvero per migliorare la memoria, magari perché li hai provati in prima persona?

Lo stile di vita è molto importante per aiutare il cervello e la memoria a performare al meglio.

I suggerimenti a seguire, che ho riassunto in una Top 6, sono accorgimenti utili per migliorare la memoria e renderla più performante.


  1. Viva la curiosità: il muscolo del cervello va mantenuto vivo anche stimolando la curiosità e abbandonando le abitudini di sempre per aprirsi alle novità e alle relazioni sociali, che ci portano a mettere in discussione anche le nostre strutture cognitive e caratteriali. Qualche esempio? Cambiare il percorso verso l’ufficio, scoprire nuovi abbinamenti di colore, conoscere persone nuove, viaggiare e confrontarsi con culture diverse.

  2. Mente “connessa”, ma non troppo: l’uso degli Smartphone e dei Social Networks e le potenzialità in continua evoluzione offerte dalle tecnologie digitali offrono alla mente stimoli di apprendimento sempre nuovi, a patto però di evitare forme di dipendenza nocive.

  3. La palestra in tasca: la lettura, la meditazione, o anche un semplice cruciverba stimolano i neuroni dell’ippocampo aiutando il funzionamento della memoria di breve e lungo termine.

  4. Clean Eating: per una dieta a prova di memoria, è preferibile inserire nella dieta alimenti non raffinati e poco lavorati, come il riso integrale rispetto alla pasta, e privilegiare un frutto di stagione o una centrifuga di verdure rispetto ad uno snack quando ci si concede uno spuntino fuori pasto. Quando mi chiedono se ci sono dei cibi particolari per aiutare la memoria, mi limito a raccontare la mia esperienza, perché non sono né un nutrizionista né un medico. La cosa che ho notato, ad esempio, è che mangiando vegetariano ho bisogno di dormire meno, mi sveglio più riposato e ho la mente molto lucida per tutta la giornata e anche di più.

  5. Regolare attività fisica: praticare sport in modo continuativo, almeno tre volte a settimana, privilegiando l’attività aerobica, contribuisce a mantenere il cervello sempre ossigenato e performante. Personalmente amo le gare di sport estremo che mettono a dura prova mente e corpo. È proprio in queste discipline, come l’ironman nel triathlon, che emergono qualità come la capacità di gestire la tensione, la fatica, la concentrazione e il dominio della mente sul corpo.

  6. Sonno di qualità: il riposo è un aspetto fondamentale per mantenere giovane la mente ed è importante tanto quanto il tempo di recupero per uno sportivo. Non è necessario dormire tanto, ma privilegiare un risposo di qualità, anche se più breve.


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