Giornata Mondiale contro l'AIDS, il rischio tra i giovani

Il 1 dicembre si celebra la Giornata Mondiale contro l'AIDS: l'importanza della sensibilizzazione e della protezione, soprattutto per i più giovani.

Giornata Mondiale contro l'AIDS

Per quanto riguarda l'AIDS, ogni anno si contano 4.000 nuove infezioni, con un aumento dei sieropositivi soprattutto fra i ragazzi di età compresa fra i 25 e i 29 anni. Ma non solo, c'è un altro dato allarmante: il 20% dei ragazzi che frequenta le superiori non sa come proteggersi. Ecco che, in vista della Giornata Mondiale contro l'AIDS del 1 dicembre, Top Doctors ricorda a tutti quanto sia importante la sensibilizzazione. La Giornata Mondiale contro l'AIDS venne creata nel 1988 su richiesta dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo scopo fu quello di aumentare la consapevolezza in merito all'epidemia mondiale di AIDS, la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, provocata dal virus HIV.

Giornata Mondiale contro l'AIDS: gli obiettivi

Secondo Top Doctors, la sensibilizzazione è fondamentale. L'ultimo bollettino del Centro Operativo Aids dell'Istituto Superiore di Sanità ha rivelato che, in Italia, ci sono 4.000 nuove diagnosi di infezione da HIV all'anno. Il dato è stabile, ma il problema è che sono in aumento i giovani infetti fra i 25 e i 29 anni. Si tratta della generazione che è troppo giovane per ricordare le allerte degli anni Ottanta e Novanta e che, dunque, sottovaluta o ignora del tutto il rischio di contrarre l'infezione.

Molto preoccupanti, poi, i dati che arrivano anche dagli studenti delle superiori. L'Anlaids (Associazione Nazionale per la Lotta contro l'AIDS) ha rivelato i dati inerenti un'indagine svolta in scuole pubbliche del Lazio, Lombardia e Emilia Romagna: il 20% dei ragazzi e il 17% delle ragazze non sa come proteggersi dalla trasmissione del virus e non sa quando sia importante l'uso del preservativo.

Antonio Cascio, infettivologo di Top Doctors, ha così spiegato: "La maggior parte delle nuove infezioni nel nostro paese avviene a causa di rapporti non protetti. Proprio per questo motivo è importante aumentare l’informazione trasmessa ai giovani e ricordare come il preservativo protegga non solo dall'HIV, ma anche da tutte le altre malattie sessualmente trasmesse, che negli ultimi anni sono in fortissima ascesa".

E ancora: "Una persona che ha contratto l’HIV viene definita sieropositiva. La sieropositività non equivale ad avere l’AIDS, ma corrisponde ad uno stato che, con il passare degli anni, porterà a questa malattia soprattutto se il paziente non si sottopone a terapia antiretrovirale, una procedura che sta diventando sempre più efficace, tanto da trasformare l’HIV da una patologia letale ad una malattia cronica ma trattabile".

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