Insonnia, per dormire meglio ci vuole un pigiama di lana

Un pigiama di lana può essere un’arma contro l’insonnia, ma potrebbe anche creare dei problemi alla cute e all’intimità.

Quanto può essere difficile da gestire l’insonnia? Le notti in bianco e le giornate faticose, l’irritabilità, il dolore alla testa e la fatica a mantenere l’attenzione. Forse c’è una soluzione, o almeno c’è un piccolo aiuto: un pigiama di lana. Ecco che cosa ha dichiarato Alessandro Cicolin responsabile del Centro di Medicina del Sonno Ospedale Molinette di Torino - ‎Università degli Studi di Torino:

«C’è da osservare che i volontari sono stati fatti dormire mantenendo la temperatura a 17°C: in queste condizioni un pigiama in lana evita la dispersione di calore e questo elemento favorisce l’addormentamento. Se si riesce a stare in una zona di comfort termico si dorme meglio. Nel range di temperatura “standard” è opportuno disperdere calore, mentre se la temperatura scende è necessario ridurre la dispersione per evitare interferenze con il sonno. Basta dunque, solo un po’ di buonsenso: per dormire bene la stanza non deve essere né troppo calda né troppo fredda e il pigiama va semplicemente scelto di conseguenza».

Insomma un pigiama di lana potrebbe essere un vero e proprio aiuto. Attenzione, però, perché i pigiamoni o gli indumenti troppo pesanti talvolta aiutano a riposare ma non giovano alla sessualità. E attenzione anche a chi ha la pelle delicata. Gianni Montesi Specialista in Dermatologia e Venereologia all’Ospedale Israelitico di Roma ha spiegato:

«Il contatto diretto dei tessuti con la cute, tuttavia, può alterare la barriera cutanea causando dermatiti irritative acute o croniche e reazioni di natura allergica. La lana in particolare può essere la causa di fenomeni irritativi, può contribuire all’aggravamento della dermatite atopica in età pediatrica, può amplificare la sintomatologia pruriginosa negli anziani affetti da secchezza cutanea o nei pazienti con psoriasi».

Via | LaStampa

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