Fare attività fisica fa bene, ma perché è così difficile?

Fare attività fisica regolarmente, nonostante la nostra volontà è difficile ed è tutta colpa del nostro cervello.

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Fare attività fisica fa bene, lo sappiamo. Lo sanno persino i bambini. Eppure ammettiamolo: non sempre è così facile. Iniziamo con tutto l'impegno e la buona volontà che ci vogliono quando si intraprende una nuova avventura, ma poi finisce sempre che ci perdiamo. Non è un luogo comune: molti abbonamenti per palestre sottoscritti a settembre finiscono per essere smarriti già a ottobre, se non prima. Ma sappiate che se siamo così pigri non è colpa nostra: è colpa del nostro cervello.

Tutti vorremmo essere più attivi, ma chissà perché c'è uno strano richiamo da parte del divano. E alla fine vince lui. E' il nostro cervello a remarci contro, perché un recente studio scientifico ha scoperto che è programmato per essere pigro. La ricerca condotta dall'Università di Ginevra e dalla British Columbia, pubblicata sulla rivista Neuropsychologia, ha svelato il famoso paradosso dell'esercizio.

Gli esperti ci incoraggiano a fare più attività fisica, ma le statistiche dicono che siamo sempre meno propensi a seguire questo consiglio. Matthieu Boisgontier, tra gli autori dello studio, la colpa è una sola:

La conservazione dell'energia è stata essenziale per la sopravvivenza dell'uomo, il fallimento delle politiche pubbliche per contrastare la pandemia dell'inattività fisica può essere dovuto a processi cerebrali che sono stati sviluppati e rafforzati attraverso l'evoluzione.

Lo studio è stato condotto su 29 giovani adulti, messi davanti a un computer e con la possibilità di controllare un avatar sullo schermo. Sono state poi mostrate delle immagini di attività fisica o inattività: dovevano spostare l'avatar il più velocemente possibile verso le immagini attive e lontano da quelle inattive e viceversa. Allontanarsi dalle immagini pigre richiedeva più sforzi da parte del cervello.

La novità entusiasmante dello studio è che dimostra che questa maggiore velocità nell'allontanarsi dall'inattività fisica ha un costo, un maggiore coinvolgimento di risorse del cervello.

Foto iStock

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