Pertosse in gravidanza, il nuovo test per proteggere mamma e bambino

Per evitare di contagiare durante la gravidanza il feto con la pertosse esiste un nuovo test che verifica i rischi.

Pertosse

La pertosse è una patologia molto pericolosa in gravidanza, perché la mamma la può trasmettere al feto e il 2% dei bambini infettati entro il primo anno di vita muore. È dunque importante che le donne si vaccinino intorno alla 28/32sima settimana di gestazione. È infatti questo l’unico strumento davvero efficace per proteggere il piccolo.

Esiste poi un nuovo test, messo a punto dagli istituti di ricerca del centro clinico Altamedica di Roma, in grado di individuare tutte le complicazioni più pericolose in gravidanza e valutare l’opportuna protezione. Claudio Giorlandino, direttore generale dell’Italian college of fetal maternal medicine, ha spiegato:

“Il pregnancy complication test è un test multiplo in grado di valutare, conoscere e prevenire tutte le problematiche più importanti della gravidanza e la pertosse oggi sta diventando un’emergenza sanitaria anche tra le future mamme. La maggior parte delle persone non è protetta da questa malattia ed emerge sempre più la necessità di vaccinare le donne in gravidanza, in modo da impedire malattie o ricadute per la madre e rendere immune il feto attraverso il passaggio di anticorpi specifici che, dopo la nascita, possano proteggere il neonato da questa grave infezione”.

Come funziona? Il test permette di dosare gli anticorpi IgG (quelli che passano la placenta) e, al di sotto di una determinata protezione (in genere inferiore a 50 IU/ml) suggerisce al medico la necessità di vaccinare la gestante mentre, per valori superiori (tra 50 e 100 IU/ml) la quantità è appena sufficiente a proteggere la madre. Valori più elevati (oltre 100 IU/ml) indicano infezione in atto e quindi impongono particolari attenzioni alla nascita (allontanamento dalla puerpera).

“Le gestanti vaccinate possono trasferire al feto, dopo un congruo periodo di settimane, le immunoglobuline necessarie perché il bambino sia messo al riparo, già nei primi mesi. E’ noto infatti che i bambini, benché la prima vaccinazione venga eseguita già al terzo mese di gravidanza, non acquisiscono una regolare protezione fino a quando non venga eseguita la terza dose di richiamo all’11simo mese di vita”.

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