Fecondazione artificiale, in Cina si cercano donatori comunisti

La fecondazione artificiale è sempre più diffusa in Cina, dove sono ricercati i donatori di seme, che devono essere però comunisti e devoti al partito.

Embrione fecondazione

In Cina si sta facendo largo la fecondazione artificiale e sono molto richiesti i donatori di seme, che però devono avere un requisito fondamentale: «amare la madrepatria socialista e il partito comunista». Non certo caratteristiche genetiche dominanti o facilmente verificabili in laboratorio.

Il Terzo Ospedale dell’Università di Pechino nella sua campagna per la donazione avviata nei giorni scorsi ha messo nero su bianco l’identikit del donatore perfetto che deve avere un’ottima salute, non essere in sovrappeso, avere tanti capelli, una vista impeccabile (no ai daltonici) e ovviamente deve essere di giovane età (comunque più di 20 anni). Oltre a ciò, deve essere comunista e:

Deve essere leale agli obblighi di partito, decenti, rispettosi della legge e liberi da ogni problema politico.

I ragazzi interessati devono sottoporsi a dei test clinici (una che verifica la qualità del loro seme, l'altro il loro stato di salute e l'adeguatezza). Coloro che passano il test riceveranno immediatamente 200 yuan (32 dollari). Quelli che arrivano alla donazione 5mila yuan (792 dollari).

Fa sorridere che il Paese del figlio unico e delle severe politiche abortiste, oggi sia così aperto alla fecondazione artificiale. La fertilità dei cinesi, negli ultimi anni, è crollata drasticamente per lo stile di vita e l’esposizione all’inquinamento. Si consideri che secondo uno studio, se negli anni 70 un uomo aveva circa 100 milioni di spermatozoi per ogni millilitro di sperma, oggi se ne contano circa 20 milioni di spermatozoi per millilitro. Un calo di ben cinque volte.

  • shares
  • +1
  • Mail