L'arte è negli occhi di chi guarda

L’arte è negli occhi di chi guarda. Ecco cosa rivela una nuova ricerca.

Arte

Uno studio della James Cook University in Australia ha scoperto che lo stato mentale di una persona influisce sul modo in cui questa percepisce l'arte. La stessa opera d'arte può dunque suscitare ammirazione o rifiuto da parte di persone diverse, e a determinare tale reazione potrebbe essere proprio lo stato mentale.

Una spiegazione intuitiva è che la personalità e il modo in cui esaminiamo visivamente un’opera d'arte contribuisce alle nostre preferenze per un’opera in particolare

spiegano gli autori dello studio, il cui lavoro ha coinvolto un campione di volontari, i quali sono stati valutati psicologicamente in relazione alla loro personalità. Dopodichè i volontari hanno osservato immagini di arte astratta, e gli esperti hanno chiesto loro di valutare le immagini, e dire quanto avrebbero pagato per averle. I movimenti degli occhi dei partecipanti sono stati monitorati mentre guardavano le immagini.

Esaminando i dati gli esperti avrebbero confermato che esiste effettivamente una relazione tra i tratti della personalità e le preferenze riguardo le opere d'arte. La scienza ha già dimostrato, ad esempio, che le persone nevrotiche trovavano l'arte astratta e la pop art più attraenti.

Abbiamo scoperto che le persone che tendevano al nevroticismo prestavano maggiore attenzione alla parte sinistra di un'immagine, e quelle con tratti legati alla schizofrenia si concentravano maggiormente sulla parte alta dell'immagine.

Contrariamente a quanto avveniva per le persone con questi particolari tratti della personalità, in generale i movimenti oculari dei partecipanti erano concentrati sul quadrante in alto a destra del loro campo visivo.

L'emisfero destro del cervello gioca un ruolo significativo nell'elaborazione emotiva: l'arte è intrinsecamente emotiva e le reazioni suscitate da un'opera d'arte astratta potrebbero indurre le persone a focalizzare la loro attenzione sul quadrante in alto a destra, per favorire quell'elaborazione emotiva.

via | ScienceDaily

Foto da iStock

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