Sindrome di Barbie & Ken, sempre più persone abusano della chirurgia per assomigliare alle bambole

Voler somigliare a una bambola, per sentirsi più bella, può essere un disturbo psichiatrico e il desiderio non deve essere assecondato.

Tallinn, Estonia- May 19th, 2011. Barbie and Ken outside shot against green grass.

Barbie e Ken non rappresentano solo lo stereotipo delle bambole sensuali e con fisici di plastica lontani dalle realtà, ancora oggi sono un simbolo di bellezza. Sono numerose, infatti, le persone disposte a consultare un chirurgo estetico per correggere i propri difetti e assomigliare a queste bambole, famose da oltre 50 anni. Il professor Carlo Gasperoni, docente al Master di Chirurgia Estetica della Faccia dell’Università Tor Vergata di Roma, ha affrontato questo problema, consigliando quale dovrebbe essere il giusto approccio medico, poiché molti pazienti non sono neanche interessati a rischi pur di realizzare il loro sogno.

Alcune persone soffrono di un disturbo, la Sindrome di Barbie & Ken, per la quale non riescono ad avere una loro identità ben definita. Cominciano allora a guardarsi intorno per vedere quali sono i personaggi da tutti ammirati e quindi cercano di diventare uno di loro per essere a loro volta ammirati. In definitiva sono incapaci di affrontare la verità della vita e preferiscono crearsi una vita irreale. Barbie o, nel caso degli uomini Ken, sono due bambole che hanno fatto giocare molti bambini. Nel giocare qualcuno ha cominciato a fantasticare, e la vita irreale si è sostituita a quella reale che si è incapaci di affrontare. Si tratta quindi di un disturbo psichiatrico, perché la personalità in questi casi non si è evoluta.

Ha spiegato il professore, che ha sottolineato l’importanza dell’approccio del medico:

“Se una persona chiaramente disturbata chiede di assecondare i suoi disturbi, il medico non deve farlo, ma deve indirizzarlo verso una cura. In altre parole aiutare una persona a somigliare a quelle bambole è la negazione della missione del medico, il cui comportamento è da censurare perché non etico. Certe trasmissioni televisive che mostrano queste persone per farne uno spettacolo, andrebbero censurate perché in questo modo si spingono le persone che sono borderline a propendere verso una soluzione irreale dei propri problemi, si fa un danno alla società. È come tornare a far vedere per scopo di lucro persone come fenomeni da baraccone storpi e malformati”.

Foto | iStock

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