Cosa fare con i linfonodi infiammati e ingrossati


Quando i linfonodi sono infiammati ed ingrossati significa che c'è un'infezione in atto. Delle volte un paziente può non accorgersene perché il gonfiore è talmente lieve da non essere ravvisato, ed in molti casi il sistema immunitario riesce a sconfiggere l'infezione senza necessità di cure. Può darsi però che il paziente si accorga di questo gonfiore, in particolare nelle zone più evidenti come il collo. In questo caso è consigliabile farsi visitare dal medico.

È importante un parere di un esperto in quanto in certi casi l'infezione ha bisogno di un antibiotico per essere curata, mentre in altri no, o in altri ancora c'è bisogno di un antivirale. Dunque meglio non improvvisarsi medici prendendo farmaci a caso, e sottoporsi ad una visita. Il dottore può anche decidere che non c'è bisogno di agire, in particolar modo quando il gonfiore non supera i due centimetri, è poco evidente (per esempio spunta nell'inguine), o se il paziente è molto giovane perché in diversi casi è normale.

C'è bisogno di intervenire invece nei casi in cui i linfonodi si infiammano e si ingrandiscono nell'arco di un paio di giorni, portando anche altri sintomi come la febbre. In questi casi il medico può indicare degli antidolorifici, dei medicinali per abbassare la febbre come ibuprofene o paracetamolo (non dare l'aspirina ai bambini) e impacchi caldi. A questo punto valuterà la terapia più adatta a seconda della causa.

Se la causa è virale darà un antivirale, se è batterica un antibiotico, se l'infiammazione è causata dall'HIV, lupus o artrite reumatoide, verranno curate le malattie di base che poi avranno come conseguenza della terapia anche lo sgonfiamento dei linfonodi. Nei casi più gravi si può creare un ascesso che può essere drenato chirurgicamente, e nel caso in cui il gonfiore fosse causato da un tumore maligno, l'intervento può essere accompagnato da radioterapia o chemioterapia.

Via | Mayo Clinic; Emedicinehealth
Foto | Flickr

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