Pillola anticoncezionale per l'uomo sempre più vicina alla realtà

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pillola anticoncezionale per l'uomo

L’ipotesi di una pillola anticoncezionale per l’uomo è sempre più vicina a trasformarsi in una realtà. L’ultimo passo in avanti è stato fatto da un gruppo di ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute di Boston e del Baylor College of Medicine di Houston (Usa) che hanno scoperto che JQ1, un composto noto per le sue proprietà antitumorali, può bloccare temporaneamente la produzione degli spermatozoi senza avere ripercussioni sulla possibilità di riattivare la produzione delle cellule germinali. A dare la notizia è la rivista Cell.

Le potenzialità contraccettive di JQ1 non sono state ancora testate sull’uomo. Tuttavia, gli esperimenti condotti sui topi hanno dimostrato che iniezioni quotidiane di questo composto per 6 settimane riducono la produzione di spermatozoi del 90%. Non solo, delle cellule germinali superstiti solo il 5% riesce a nuotare efficacemente, contro una media di spermatozoi attivi dell’85% nei topi non trattati con JQ1.

Dopo 3 mesi di trattamento nessuno dei topi cui è stato somministrato il composto è risultato fertile, anche se tutti avevano un comportamento sessuale normale e producevano quantità normali di testosterone e di altri ormoni sessuali prodotti dai testicoli. Per tornare ad avere topi fertili è stato sufficiente interrompere il trattamento per 1-2 mesi. A questo punto, i figli dei topi che avevano assunto il “pillolo” sono parsi apparentemente normali. In altre parole, la pillola “per lui” sarebbe efficace e priva di effetti collaterali.

La scoperta rappresenta un grande passo in avanti nella messa a punto di un contraccettivo maschile che agisca in modo simile ai sistemi di contraccezione femminile che impediscono l’ovulazione. Fino ad oggi il raggiungimento di questo obiettivo è stato ostacolato da due fattori fondamentali: il fatto che gli uomini producono milioni di spermatozoi al giorno, molti di più dell’unico ovulo prodotto dalla donna durante un ciclo mestruale e la presenza di una vera e propria barriera che impedisce a molte sostanze presenti nel sangue di raggiungere l’area dei testicoli in cui viene prodotto lo sperma.

JQ1 sembra, però, sorpassare questi problemi. Nel testicolo interagisce con una proteina, BRDT, che controlla le divisioni cellulari responsabili sia della formazione degli spermatozoi, sia di quella dei loro precursori. Tuttavia, JQ1 blocca anche l’azione di un’altra proteina, BRD4, coinvolta nello sviluppo di una forma aggressiva di cancro alla pelle. James Bradner e Martin Matzuk, coautori della scoperta, hanno, però, sottolineato l’importanza di avere a disposizione una molecola che agisca in modo più specifico, senza interferire con proteine, come BRD4, al di fuori del testicolo. Secondo Matzuk ulteriori avanzamenti potrebbero essere basati sull’analisi dell’interazione tra JQ1 e BRDT, cui gli autori stanno già lavorando insieme ai ricercatori dell’Università di Oxford.

Via | Science NOW
Foto | Flickr

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