Psicologia: la vendetta migliora l’umore?

La vendetta migliora l’umore? Ecco cosa emerge da un nuovo studio.

Vendetta

Psicologia – La vendetta migliora l’umore? Quando ci si sente emarginati, si è più propensi a comportarsi in modo aggressivo; precedenti ricerche suggeriscono che la vendetta su coloro che ci hanno fatto un torto può essere mossa da un senso di giustizia, e può attivare i centri di ricompensa neurali. Per approfondire la questione, uno studio pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology ha testato l'idea che il rifiuto sociale possa innescare in noi la necessità di migliorare il nostro stato d'animo con ogni mezzo disponibile, anche attraverso la soddisfazione di causare danni a coloro che ci hanno fatto soffrire.

Per esaminare tale effetto, i ricercatori hanno chiesto a 156 partecipanti di scrivere un saggio su un argomento personale, quindi di scambiare i loro saggi con altri partecipanti e di ricevere un feedback in merito a quello che avevano scritto. Un gruppo di partecipanti ha ricevuto feedback negativi (creati in realtà dai ricercatori), come ad esempio "Uno dei peggiori saggi che abbia mai letto".

Gli esperti hanno dunque misurato l'umore, prima e dopo che i partecipanti hanno avuto la possibilità di esprimere una forma simbolica di aggressione, ovvero quella di utilizzare una bambola voodoo virtuale, immaginando che fosse la persona che aveva dato loro il feedback negativo. Questo atto ha effettivamente contribuito a migliorare l'umore dei partecipanti, al punto che il loro stato d'animo sarebbe stato uguale a quello di coloro che avevano ricevuto pareri positivi.

Per indagare le motivazioni di tale fenomeno, in un secondo momento i ricercatori hanno invitato i partecipanti ad assumere una pillola, dicendo loro che sarebbe servita a migliorare il loro rendimento per le prove a venire, e ad alcuni partecipanti è stato detto che la pillola (che in realtà era un semplice placebo) avrebbe avuto un effetto collaterale, ovvero che il loro stato d'animo sarebbe diventato fisso e immutabile.

Successivamente, i partecipanti hanno preso parte a un gioco al computer insieme ad altre due persone, ed uno dei 3 giocatori sarebbe stato “escluso” dal gioco, venendo coinvolto meno rispetto agli altri due. Coloro che si sono sentiti rifiutati, hanno poi avuto la possibilità di vendicarsi in un secondo gioco contro uno dei loro compagni precedenti, e nella maggior parte dei casi, i partecipanti che avevano sofferto in precedenza per via del rifiuto e dell'esclusione avrebbero scelto di infliggere vendette più forti sui loro avversari. Questo però non sarebbe valso per coloro che erano stati rifiutati e che avevano assunto la pillola che aveva l'effetto collaterale di mantenere stabile il loro stato d'animo. Questi partecipanti si sarebbero infatti limitati nell’intensità della loro vendetta. Grazie alla pillola, presumibilmente, credevano di non avere alcuna prospettiva di migliorare l'umore, quindi non vi sarebbe stato alcun motivo di vendicarsi.

Detto ciò, gli esperti sottolineano che, per migliorare l’umore, è certamente più utile trovare alternative migliori, come la riflessione, la meditazione e simili. Del resto, il sollievo che la vendetta fornisce è una consolazione ben misera, non trovate?

via | MedicalXpress

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