Sale iodato, perchè non fa bene e come sostituirlo

L'essere umano per poter crescere e svilupparsi in modo corretto richiede l'assorbimento di iodio. La ghiandola tiroidea richiede iodio per la sintesi degli ormoni e una carenza di questo minerale provoca gozzo e patologie a carico della tiroide come ipotiroidismo, quindi rallentamento metabolico, affaticamento e anomalie della pelle.

Heap of edible salt on small glass plate

Questo è il motivo per cui, a seguito di un'epidemia di patologie tiroidee, nel 1924 negli Stati Uniti, venne aggiunto lo iodio al comune sale da cucina. In realtà lo iodio possiamo assorbirlo benissimo attraverso il consumo di pesce, frutti di mare e alghe.

Del sale iodato, nonostante per lungo tempo ci abbiano fatto credere il contrario, in realtà non ne avremmo  necessità. Inoltre andrebbe sostituito con sale rosa dell'Himalaya o con sale grezzo, il sale grigio dell'Atlantico che ormai troviamo dappertutto.

Questo anche perchè in realtà il sale iodato non fa bene. Il sale iodato non è presente in natura, ma al sale comune vengono aggiunte sostanze chimiche di sintesi, per esempio ioduro di potassio in quantità tossiche e derivati di alluminio.

Il sale viene quindi sbiancato attraverso l'utilizzo di sostanze tossiche, ed essendo trattato con queste sostanze non costituisce alimento sano per l'organismo.

Può quindi essere paragonato tranquillamente agli alimenti raffinati come farine bianche e zucchero bianco di cui abbiamo parlato in altri post e che non ci fanno bene proprio perchè trattati e impoveriti quindi delle sostanze benefiche.

Inoltre pare che il sale da solo non riesca a compensare la carenza di iodio in quanto i livelli di questo minerale presenti nel sale in commercio sono insufficienti e tendono a diminuire ulteriormente in condizioni di umidità.

 

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