Sindrome Wolff Parkinson White: i sintomi e i farmaci controindicati

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La sindrome di Wolff Parkinson White è una malattia che interessa il cuore, perché caratterizzata da delle alterazioni del ritmo cardiaco, che possono sfociare il tachiaritmia atriale o tachicardia parossistica. La causa potrebbe essere congenita, ma in alcuni casi la sindrome si manifesta anche con l’avanzare degli anni.

In linea di massima, la WPW è spiegata con un’alterazione delle vie accessorie che raggirano il nodo atrio-ventricolare, provocando pre-eccitazione. Non è una malattia rara perché colpisce in media una persona ogni 450 e nel 70 percento dei casi sono uomini in giovane età. Gli attacchi di aritmia in linea di massima non hanno un andamento costante, in alcuni casi cessano spontaneamente, in altri necessitano di un trattamento farmacologico.

La sindrome di Wolff-Parkinson-White (WPW) è considerata la più comune, tra le sindromi da pre-eccitazione ventricolare. Esistono altre due patologie simili e sono la Lown-Ganong-Levine syndrome e la pre-eccitazione tipo Mahaim. Come si cura? Allora se il paziente non ha sintomi deve però fare esami periodici, altrimenti esistono diverse terapie. Le principali sono quella farmacologica, l’ablazione con radiofrequenza (ormai la più usata, perché microinvasiva e con un tasso di successo pari al 95 percento) e quella chirurgica.

Per quanto riguarda i farmaci, le indicazioni devono avvenire direttamente dal vostro cardiologo. Ci sono alcuni medicinali che possono in qualche modo peggiorare la situazione e rendere più probabile gli attacchi di tachicardia, tra questi – può sembrare paradossale – ma ci sono anche alcuni antiaritmici. Inoltre, è controindicato anche l’uso esclusivo dei farmaci digitalici.

Foto e Fonte|Ehow.com

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