Cos'è la cheratocongiuntivite Vernal? I sintomi e il trattamento nei bambini

Spesso viene confusa con un'allergia stagionale, ma in realtà è un problema che deve essere trattato in modo diverso. Ecco gli indizi che dovrebbero far insospettire mamme e papà

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La cheratocongiuntivite Vernal (VKC) è una delle malattie rare più frequenti. Spesso viene inclusa tra le congiuntiviti allergiche che si manifestano in età pediatrica, e spesso viene confusa con la rinocongiuntivite allergica stagionale, ma in realtà è una malattia infiammatoria cronico-stagionale le cui cause non sono state ancora scoperte.

I casi di Vernal corrispondono al 6-10% delle congiuntiviti allergiche. La sua incidenza è maggiore tra l’infanzia e l’adolescenza, soprattutto fra i maschi. Nel 70-80% dei casi si manifesta tra i 3 e gli 8 anni e la maggior parte delle volte si risolve verso l’età dello sviluppo. A soffrirne sono bambini in tutto il mondo, ma la sua prevalenza è maggiore nelle zone dal clima caldo-temperato, come il bacino del Mediterraneo, l’Africa, il Medioriente, la Penisola Arabica e l’India.

I sintomi in genere iniziano in primavera, persistono (a volte aggravandosi) in estate e tendono a risolversi in autunno. Includono arrossamenti dell’occhio, prurito, bruciore, produzione di muco filamentoso, lacrimazione, sensazione di corpo estraneo nell’occhio e fotofobia. Quest’ultima, soprattutto se si presenta come difficoltà di adattamento alla luce all’esterno o al risveglio, è uno dei sintomi che dovrebbe far insospettire sulla vera natura della congiuntivite con cui si ha a che fare. Non solo, anche l’inefficacia dei trattamenti antiallergici prescritti dovrebbe far scattare il campanello d’allarme che si possa trattare di cheratocongiuntivite di Vernal. Infine, i bambini affetti da questa patologia possono avere ciglia più lunghe rispetto alla media.

Il trattamento delle forme lievi di Vernal prevede la somministrazione topica di antistaminici e antinfiammatori associata a brevi cicli di corticosteroidi. Forme moderate o severe richiedono invece l’uso di colliri a base di ciclosporina. In caso di fotofobia molto intensa è importante proteggere gli occhi con occhiali scuri e cappellini ed escludere la presenza di lesioni della cornea. Per questo oltre a quello dell’allergologo anche il parere dell’oculista è fondamentale per affrontare la patologia nel modo migliore possibile.

Via | WAidid
Foto | Pixabay

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