Rossore in viso: cause, conseguenze e rimedi

Perché alcune persone tendono ad arrossire? E cosa comporta questo fenomeno? Ecco i rischi corsi dalla salute e come è possibile tenerli a bada

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Eccessiva dilatazione dei vasi sanguigni e aumento dell’afflusso di sangue alla pelle: sono queste le cause principali del rossore in viso, un problema che ha conseguenze non solo a livello fisico, ma anche psicologico. Spesso, infatti, l’arrossamento del volto è considerato il sintomo di una scarasa capacità di controllare emozioni e appetiti. Il risultato?

Disapprovazione sociale

spiega la psicoterapeuta Kati Vignoli, esperta in medicina psicosomatica.

Possiamo guardare alle somatizzazioni cutanee come al tentativo estremo da parte dell’Io di proiettare all’esterno, sulla pelle appunto, parti di sé considerate scomode, sconvenienti o minacciose. Paradossalmente però scaricarli sulla pelle significa esibirli, in quanto il viso è la parte più difficile da celare. Esporre il proprio volto arrossato allo sguardo altrui, quindi al giudizio sociale, è fonte di profondo imbarazzo. Nella storia di parecchi pazienti è dominante il senso di colpa per la propria condizione.

Le conseguenze psicologiche del rossore in viso…


Gli effetti psicologici della tendenza ad avere una pelle arrossata sono stati studiati in ricerche come quella pubblicata da Giuseppe Micali e colleghi su Dermatology & Therapy. I dati raccolti confermano quanto un volto arrossato scateni reazioni negative in chi lo osserva.

Lo studio prevedeva che volti con e senza eritema venissero mostrati a circa 7.000 partecipanti di 8 nazioni

racconta Micali, direttore della Clinica Dermatologica di Catania.

Il volto affetto da rossore ha ottenuto risultati penalizzanti rispetto allo stesso volto riproposto senza eritema.

Il 12% degli intervistati era inoltre affetto da rossore nel volto associato a rosacea ed è stato riferito come tale condizione avesse una significativa influenza a livello emozionale (77%) e di vivere tale condizione in maniera imbarazzante (46%) fino ad una vera depressione (22%).

Da ricerche come questa emergono le sfide psicologiche affrontate dalle persone con eritema facciale, che possono ritrovarsi a vivere in una situazione di stress costante causato da pregiudizi e percezioni negative da parte del prossimo.

Per questo

sottolinea Micali

è fondamentale che, nel trattare questi pazienti, i medici siano consapevoli dell’impatto psicosociale della malattia.

… e quelle fisiche

Il rossore in viso può però avere delle ripercussioni anche sulla salute fisica.

Quando i capillari si dilatano la velocità di scorrimento del sangue tende a diminuire, per cui le cellule cutanee vengono ossigenate meno e rallentano il proprio metabolismo

spiega Antonino Di Pietro, direttore scientifico dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano, sottolineando che

ciò porta ad una minore produzione di collagene ed elastina e ad un conseguente invecchiamento precoce.

I problemi non finiscono però qui. Di Pietro spiega infatti anche che

la dilatazione dei capillari causa un ristagno e provoca un aumento della temperatura superficiale e una maggiore stimolazione delle ghiandole sebacee e sudoripare. Ciò favorisce l'eccessiva crescita di acari (come il Demodex folliculorum) ritenuti corresponsabili di rossori persistenti, eritrosi, e della rosacea, una delle condizioni patologiche associate al rossore, che in Italia affligge oltre 3 milioni di persone. È quindi opportuno non sottovalutare i sintomi per impedire la progressione della malattia.

I rimedi contro il rossore al viso

Individuare i fattori alla base del rossore è il primo passo verso la una gestione efficace del problema.

Attualmente sono disponibili diverse terapie per ridurre il rossore associato alla rosacea

spiega Aurora Parodi, docente di Dermatologia, direttore dell’Unità Operativa Complessa Clinica dermatologica dell’IRCCS AOU San Martino - IST Genova, DiSSal Università di Genova.

Ad esempio la brimonidina, che agisce attraverso la vasocostrizione cutanea diretta; o la doxiciclina un antibiotico che ha dimostrato potenti proprietà antinfiammatorie, ma che nella terapia della rosacea si utilizza a dosi inferiori e a rilascio prolungato proprio per non alimentare l’antibiotico resistenza.

In Italia è stato reso recentemente disponibile anche il trattamento contro la rosacea a base di ivermectina, molecola dalle proprietà antinfiammatorie e antiparassitarie.

Un recente studio ha dimostrato l’efficacia di ivermectina rispetto al placebo ottenendo un tasso di successo, definito come assenza o notevole riduzione delle papule e delle pustole, rispettivamente del 38.4% e del 40.1%

spiega Parodi.

Una estensione a 40 settimane dello stesso studio ha dimostrato che i pazienti sotto ivermectina crema hanno continuato a migliorare con minimi effetti collaterali rispetto ai pazienti trattati con acido azelaico, una terapia largamente impiegata per la rosacea.

Attenzione, però: secondo le ultime raccomandazioni della Società Italiana di Dermatologia Medica, Chirurgica, Estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST), ogni sottotipo do rosacea può richiedere un trattamento diverso. Per questo è fondamentale rivolgersi ad un esperto che sappia indicare il più adatto al proprio caso.

I trattamenti contro la rosacea

Secondo gli esperti della SIDeMaST il trattamento indicato in caso di rosacea eritemato-teleangectasica è quello a base di brimonidina, farmaco vasocostrittore e antinfiammatorio di recente introduzione cui può essere associata la terapia fisica a base di trattamenti con laser o luce pulsata.


Nel caso della rosacea papulo-pustolosa viene invece suggerito l’uso di farmaci topici, ad esempio a base di  ivermectina.


Forme particolarmente severe o resistenti possono invece richiedere l’assunzione di antibiotici, ad esempio di doxiciclina a basso dosaggio, che in virtù della sua azione antinfiammatoria può essere utile anche in assenza di infezioni batteriche.


Via | Comunicato stampa

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