Sindrome da iperstimolazione ovarica e gravidanza: cosa fare?

Cos'è la Sindrome da iperstimolazione ovarica? Come può essere collegata alla gravidanza? Cosa devono sapere le donne che ne soffrono?

La Sindrome da iperstimolazione ovarica è una patologia provocata dalla terapia medica per l'induzione dell'ovulazione semplice o multipla, come avviene nelle tecniche di procreazione medica assistita. La malattia è recente ed è collegata esclusivamente a queste pratiche mediche: non si manifesta ogni volta che viene eseguita una terapia medica per l'induzione dell'ovulazione, trattandosi di un aspetto raro ed eccezionale, di una conseguenza non comune.

Per poter prevenire la Sindrome da iperstimolazione ovarica si può optare per dosaggi di farmaci più bassi di quelli che solitamente vengono utilizzati. La sindrome si presenta con un aumento del volume delle ovaie, aumento di peso per ritenzione di liquidi, senso di pesantezza al bacino, diminuzione dell'urina prodotta quotidianamente, sensazione di sete aumentata: la patologia si manifesta quando all'interno delle ovaie il numero di follicoli è troppo elevato, portando a una produzione di estrogeno molto alta. Più alti sono questi cambiamenti, più la patologia può essere grave.

La sindrome si sviluppa per la stimolazione ovarica con gonadotropine, ma solo dopo la somministrazione di hCG, usata per indurre la maturazione follicolare finale, prima della raccolta degli ovocini o dell'inseminazione artificiale. La patologia può peggiorare in caso di gravidanza: il trattamento dipende dalla gravità della sindrome, che può peggiorare con il tempo.

Nei casi lievi i sintomi scompaiono in una decina di giorni, nei casi moderati la donna deve essere ricoverata in ospedale dove viene curata con antidolorifici.

Sindrome da iperstimolazione ovarica

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