La finasteride per i capelli: funziona?

La perdita dei capelli è un problema molto diffuso soprattutto tra gli uomini, anche se tocca anche la popolazione femminile. Si può curare con la finasteride e quali sono gli effetti di questo farmaco.

L’alopecia androgenetica è un problema che condiziona la vita di moltissime persone. Questo disturbo è all’origine della perdita dei capelli nell’80 percento dei casi (negli uomini, un po’ meno nelle donne) e può anche essere chiamata calvizie comune. Tanti i farmaci per rallentare la perdita e i consigli per migliorare lo stile di vita, ma nulla sembra essere realmente efficace. La finasteride funziona davvero? Fabio Rinaldi, presidente dell’IHRF – International Hair Research Foundation – e docente alla Sorbona di Parigi, ha così commentato:

La finasteride è l’unico farmaco registrato per la cura dell’alopecia androgenetica, sin dal 1990. Nel mondo si vendono più di 50 milioni di confezioni per curare la calvizie. Normalmente la cura dura per molti anni consecutivamente. La finasteride ha un’azione chimica ormonale per bloccare la conversione del testosterone in diidrotestosterone nel bulbo pilifero, meccanismo che è alla base della caduta dei capelli negli uomini e nelle donne.

Come tutti i farmaci, ha degli effetti collaterali. Infatti, le donne in età fertile devono evitarne l’assunzione perché le espone a patologie fetali. E da qualche anno si è cominciato a parlare di considerare “sindrome post-finasteride”, ovvero gli effetti collaterali a lungo termine e irreversibili in uomini che hanno assunto la finasteride nei modi e nella posologia corretti per più di due anni.

Quali sono questi sintomi?

Il 61,4% dei soggetti valutati riportava sintomi persistenti della sfera sessuale e non (in prevalenza diminuzione della libido, dolore ai testicoli, diminuzione della capacità di concentrazione e depressione) anche dopo 1 anno dalla sospensione del farmaco. Tutti i sintomi riportati sono poi stati valutati dagli specialisti di competenza per accertare l’esatta incidenza. Nel globale, dopo la valutazione specialistica solo il 38,7% dei soggetti mostrava dei sintomi obiettivabili. Questo significa che in più del 22% (22,7%) dei soggetti che lamentava dei sintomi legati alla finasteride, non era possibile riconoscere un reale rapporto di causa effetto con il farmaco.

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