I rischi della rosolia in gravidanza e i sintomi per riconoscerla

La rosolia è una malattia che in gravidanza può essere pericolosa: vediamo come prevenirla e individuare i sintomi.

rosolia in gravidanza

La rosolia è una malattia infettiva causata da un virus della famiglia Togaviridae: è una delle patologie più comuni tra i bambini, assieme a pertosse, morbillo, varicella e parotite (ovvero gli orecchioni) e solitamente la si contrae nei primi anni di età. La rosolia viene raggruppata nelle malattie esantematiche perché si manifesta con una eruzione cutanea e si trasmette attraverso le secrezioni nasali: solitamente ha un'incubazione di 2-3 settimane fino alla comparsa dell'esantema, e si resta contagiosi fino a quattro giorni dopo la sparizione. Quando la rosolia viene in gravidanza può essere molto pericolosa perché interferisce con il corretto sviluppo del feto, per questo bisogna accertarsi di essere immuni al virus.

Il momento del massimo rischio nel contrarre la rosolia in gravidanza sono i primi tre mesi di gestazione, perché il virus della rosolia sorpassa la barriera della placenta, solitamente in grado di contenere le infezioni, e "attacca" il feto causando gravi malformazioni fetali (sindrome della rosolia congenita) che possono portare a cecità, sordità, problemi cardiaci e ritardo mentale o della crescita. Queste gravi patologie non si presentano solitamente alla nascita, ma possono comparire in un tempo successivo. Nei casi più gravi, i rischi maggiori sono l'aborto spontaneo e morte intra-uterina con necessità tempestiva di interrompere la gravidanza.

I sintomi più comuni per riconoscere la rosolia in gravidanza sono gli stessi che fanno nascere il sospetto di malattia negli adulti: eruzione cutanea di piccole macchie rosa dietro le orecchie, poi sulla fronte e su tutto il corpo, febbre lieve e mal di testa, leggero gonfiore ai linfonodi alla base della nuca, sul retro del collo e dietro le orecchie, dolori articolari, diminuzione del numero di globuli bianchi nel sangue (verificabile con le analisi) e occhi arrossati. In caso si presenti anche solo uno di questi sintomi è bene rivolgersi subito al proprio medico per stabilire i controlli necessari, perché non esiste una vera e propria terapia di cura della rosolia se non l'utilizzo di paracetamolo per abbassare la febbre.

Le donne intenzionate ad intraprendere una gravidanza farebbero bene a sottoporsi ad un test di controllo, chiamato rubeotest, che consente di verificare se si sia già contratta la rosolia o meno nel corso della propria vita: in questo modo si può procedere all'eventuale immunizzazione tramite apposito vaccino, che dovrà essere eseguito almeno tre mesi prima dell'avvio di una gravidanza per garantire la copertura totale.

Via | ISS, Gravidanzaonline
Foto | Flickr

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