Psicologia e autolesionismo, rischi maggiori per gli adolescenti che dormono male

Esiste un legame fra insonnia e autolesionismo? Ecco cosa emerge da una nuova ricerca.

Psicologia - Autolesionismo e insonnia: esiste un legame? A rispondere a questa domanda è un nuovo studio norvegese dell'Università di Bergen e pubblicato sul British Journal of Psychiatry, secondo cui esiste in effetti una forte relazione tra problemi del sonno come l'insonnia, e la tendenza all’autolesionismo. Nello specifico, sembra che gli adolescenti con problemi di sonno tenderebbero maggiormente ad autoinfliggersi delle ferite, rispetto invece a chi non soffre di questo genere di problemi.

Per giungere a tale conclusione, gli esperti hanno esaminato i dati relativi a un campione di 10.220 adolescenti (fra i 16 e i 19 anni), i quali hanno riportato le proprie esperienze in merito ai problemi relativi al sonno e all’autolesionismo, una tendenza che pare si verifichi maggiormente fra le ragazze.

Dallo studio è emerso che il “cutting” (ovvero la tendenza a tagliare e ferire determinate parti del corpo) rappresenta la modalità di self harming più diffusa, e che il rischio di autolesionismo sarebbe 4 volte maggiore tra coloro che soffrivano di insonnia.

Insonnia, durata breve del sonno, una prolungata latenza di esordio del sonno, svegliarsi dopo essersi addormentati, così come le grandi differenze che vi sono tra i giorni feriali rispetto ai fine settimana

spiegano gli autori della ricerca

hanno prodotto maggiori probabilità di autolesionismo, con una relazione dose-risposta.

Gli adolescenti che hanno riferito di essere stati protagonisti di fenomeni di autolesionismo, riportavano inoltre tassi più elevati di depressione, tendenza al perfezionismo e sintomi di ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività).

via | Medicalxpress.com

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