La devitalizzazione di un dente fa male?

devitalizzazione di un dente

Andare dal dentista non è, di per sé, piacevole. Se, poi, si parla di devitalizzazione l'ansia e le paure potrebbero aumentare all'idea che c'è qualcosa (in questo caso, un dente) cui dover togliere la vita e che con tutta probabilità non sarà un'esperienza piacevole. In genere, però, le preoccupazioni sono eccessive: grazie alle moderne tecniche di anestesia locale devitalizzare un dente è più noioso che doloroso.

L'importante, rassicurano gli esperti della Società Italiana di Endodonzia (SIE), è che l'anestesia sia applicata in modo adatto alla situazione e al paziente. Una volta addormentata la radice da trattare, per il paziente tutto procede come per una semplice otturazione: basta aspettare che il dentista abbia finito il suo lavoro.

Più che causare dolore, la devitalizzazione serve a eliminarlo o ad evitarlo. Si tratta, infatti, dell'ultimo tentativo possibile per salvare il dente e non dover ricorrere all'estrazione anche se la sua parte interna (la polpa) è stata ormai coinvolta da un'infezione. Bloccare questa infezione è fondamentale per evitare che si estenda e si trasformi in un ascesso.

Per farlo il dentista deve togliere il materiale infetto presente all'interno delle cavità delle radici (i canali radicolari), pulirli accuratamente e riempirli per evitare che si sviluppi una nuova infezione. A volte non è sufficiente una sola seduta, ma se viene sempre praticata l'anestesia il dolore è scongiurato in ogni caso: basta avere la pazienza di sopportare l'iniezione.

E' più probabile che il dente devitalizzato dia un po' fastidio nei giorni seguenti la cura. Se proprio non si riesce a sopportare il dolore in questa fase è possibile assumere degli antidolorifici finché non scompare.

Via | SIE; Previdental
Foto | Flickr

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